11 Ottobre 2016: oggi è il Coming Out Day, perché ognuno ha il diritto di ESSERE

Molto forte l’ #EveryDayWorldDay di oggi: ogni 11 ottobre ricorre infatti il Coming Out Day.

Il Coming Out è il momento in cui una persona omosessuale decide di non nascondersi di più. Di dire che è omosessuale, bisessuale, transessuale, e di dirlo a tutti, amici, familiari, colleghi. È il momento in cui l’individuo comprende ed interiorizza che non ha nulla da nascondere, e che la voglia di vivere appieno la vita è maggiore della paura di non essere accettati, e che l’orientamento sessuale non dovrebbe neppure essere messo in ballo nella valutazione di una persona.

Il Coming Out è il punto di svolta, una tappa così importante nella vita di ogni omosessuale che, dal 1988, in America, è stata introdotta una giornata celebrativa, il Coming Out Day appunto.

L’idea di questa ricorrenza è di Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O’Leary, attivista Glbt. La data fu scelta in occasione del primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington, durante la quale scesero in strada mezzo milione di persone in nome dei diritti di gay e lesbiche. Dopo l’America hanno aderito anno dopo anno i Paesi di tutto il mondo: Australia, Canada, Croazia, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Svizzera e Regno Unito. Manca l’Italia, o meglio, manca un’adesione a livello istituzionale al National Coming Out Day, anche se alcune associazioni si muovono, ogni anno, per organizzare iniziative. Quindi di fatto questa commemorazione è molto sentita anche nel nostro Paese.

Lo scopo è quello di dare il coraggio a chi ne necessiti di “uscire allo scoperto”, attraverso manifestazioni, condivisioni di storie, mobilitazione sui social network.

Cito le parole di Roberto Oddo, e vi invito a leggere l’intera intervista sull’articolo: “Il valore del coming out” sul sito dell’Arcigay di Palermo:

Dire non deve essere visto solo come mera comunicazione, ma come volontà di affermare ogni aspetto della propria vita, perché quell’aspetto esiste tra gli altri, senza lasciarlo nello sgabuzzino in attesa di qualche sviluppo autonomo in un remoto futuro. Potremmo partire da qui, dall’idea che fare coming out significa promuovere un ambito essenziale della nostra personalità, riconoscerlo e investire sulla sua importanza. Ecco perché è importante il coming out day per chi di noi lo voglia fare.

Con la speranza che in un futuro non troppo remoto non si senta più l’esigenza di istituire delle giornate sull’argomento perché ognuno potrà vivere la propria sessualità senza sentirsi “diverso”, senza sentire il bisogno di rivangare il proprio diritto di vivere a prescindere da regole sociali ed ancestrali imposte alla nascita, buon #ComingOutDay a tutti coloro che quel coraggio lo stanno tirando fuori anche per le generazioni future.

Perché io che ho un bambino di soli due anni e mezzo sogno che il suo sia un futuro FELICE, a prescindere da chi sceglierà di amare, e che non debba neppure porsi il problema di essere o non essere accettato se avrà un orientamento diverso da quello usuale.

Loredana

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