World AIDS day: dal terrore smisurato del contagio al preoccupante “bugchasing”

Oggi è il World AIDS day, che ha come obiettivo quello di ridimensionare le paure legate al contagio.

Nella Giornata Mondiale dell’AIDS, confrontiamo due comportamenti estremi: da una lato la paura smisurata verso il contagio dell’HIV istillato dagli spot terrore degli anni ’90, dove per trasmettere il virus bastava una stretta di mano, o bere un caffè nella tazzina sbagliata, dall’altro il Bugchasing, una pratica sessuale che si sta diffondendo in maniera molto preoccupante anche in Italia, approfondita da Le Iene  nel servizio “Voglio prendere l’HIV”.

Le campagne di paura alle quali abbiamo assistito alla fine del secolo scorso hanno favorito superstizioni e luoghi comuni che hanno danneggiato pesantemente la vita dei siero positivi, ma anche delle loro famiglie. Anche oggi spesso chi è affetto da AIDS si ritrova a nascondersi per paura di venire emarginato per la mancanza di informazioni su una malattia pericolosa sì, ma nonostante la quale si riesce a vivere una vita lunga grazie ai progressi della medicina, e di AIDS, generalmente, non si muore più.

Certo, allora la malattia di vittime ne ha contate parecchio, ed il sesso non protetto e promiscuo ha fatto sì che il virus proliferasse senza controllo. Oggi si sta lavorando molto per promuovere il sesso protetto e l’uso del profilattico come unico sistema per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili.

La storia della Giornata mondiale contro l’AIDS

La Giornata Mondiale dell’AIDS è stata celebrata la prima volta nel 1988, appena quattro anni dopo la scoperta del virus e la sua classificazione ufficiale. Dalla scoperta del virus ad oggi sono morte ben 35 milioni di persone, difatti l’AIDS è la malattia più devastante della storia umana. Nonostante si siano fatti passi da gigante, ancora oggi migliaia di persone vengono contagiate dall’HIV, anche se con le cure giuste si può vivere comunque una vita normale.

Il servizio de LE IENE “voglio prendere l’HIV”

Se da una lato c’è gente che ha un terrore smisurato verso il contagio dell’HIV, dall’altro c’è una pratica sessuale che si sta diffondendo in maniera molto preoccupante anche in Italia. Molti di voi avranno visto il servizio delle Iene di Nadia Toffa “Voglio prendere l’HIV”, che approfondisce il pericoloso fenomeno sociale del bugchasing, ovvero il desiderare di contrarre il virus dell’HIV. Questa pratica sessuale prevede che alcune persone pratichino sesso non protetto con individui sieropositivi, con l’intento deliberato di contrarre il virus dell’HIV, ovvero la “sieroconversione”

Perché alcune persone desiderano contrarre l’HIV?

I “bugchasers” (così si chiama chi pratica bugchasing) dichiarano diverse motivazioni in merito alla loro scelta: per alcuni è tutta una questione di adrenalina, in quanto il rischio relativo a contrarre il virus aumenterebbe il desiderio durante il sesso.

Ma secondo alcune ricerche, come ci dice Wikipedia, il comportamento potrebbe dipendere da una resistenza alla morale ed alle norme eterosessuali dominanti che innescherebbero un meccanismo di difesa negli uomini gay che cercherebbero così di tenere lontani la stigmatizzazione ed il rifiuto della società. Può essere quindi il risultato di emarginazione della società eterosessuale, ma anche di quella parte del mondo omosessuale incentrato sul materialismo e sul sesso promiscuo.

Ma, come dice Nadia alla fine del servizio, l’HIV non libera il sesso: lo condizionerà per sempre.

Vi rimando al video de Le Iene “Voglio prendere l’HIV”: http://mdst.it/03v498346/

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