Partita IVA in regime forfettario o Prestazione Occasionale? Facciamo chiarezza

Meglio aprire Partita IVA in Regime Forfettario o ricorrere alla Prestazione Occasionale (ritenuta d’acconto)?

In particolare mi riferisco a chi lavora nel vasto mondo del web (Social Media Marketer, Copywriter, SEO, Blogger, Digital Marketer, ecc…), e si sta chiedendo (come accadeva a me) se è meglio aprire una partita IVA in regime forfettario o continuare ad usare la ritenuta d’acconto (prestazione occasionale)

Come qualcuno di voi già saprà, con grande felicità ed entusiasmo, il 21 marzo 2017 ho aperto Partita IVA in regime forfettario, una partita IVA agevolata per chi rientra in certi criteri.

Era dalla fine dell’anno scorso che ci pensavo, consultando diversi commercialisti per provare a schiarirmi un po’ le idee. Il primo mi ha fatto scappare a gambe levate perché non sapeva neppure cosa fosse il regime forfettario; il secondo mi ha scoraggiata, perché mi prospettò spese fisse che non me la sentivo di sostenere; per il terzo invece il regime forfettario non aveva un solo difetto, mi ha dato una visione a mio avviso troppo semplicistica della cosa, e non mi ha ispirato fiducia.

Finché non mi imbatto una sera sul sito www.regime-forfettario.it, e in particolare su questo post: Social Media Menager: come lavorare online con la Partita IVA del dottor Giampiero Teresi, che di professione fa il “commercialista online“. Leggo con interesse riga dopo riga, con la convinzione che dietro lo schermo ci fosse qualcuno che finalmente se ne intendesse davvero.

Giampiero mi aveva già conquistata quando ho letto che si era specializzato proprio sul Regime Forfettario:

Sono un Commercialista specializzato nel Regime Forfettario, posso aprire la tua Partita IVA, tenere la tua contabilità, inviare la Dichiarazione dei Redditi. Naturalmente ti offrirò anche tutta la mia assistenza 365 giorni l’ anno

ma alle frasi “Il costo di tutto ciò sarà di soli 39 Euro al mese” e “Aprire partita IVA nel regime forfettario è completamente gratuito” non ho avuto più dubbi e ho lasciato il mio recapito per essere ricontattata e chiedere più informazioni.

La mattina successiva Giampiero mi ha chiamata e ha risposto a tutte le mie domande, con la chiarezza e la preparazione che non avevo ancora riscontrato in nessuno.

Prima domanda: quali sono i costi fissi per chi apre Partita IVA in regime forfettario?

Sul suo sito avevo recepito informazioni importanti e nuove, soprattutto una: chi appartiene alla categoria dei Professionisti in Gestione Separata INPS (ovvero chi non è iscritto a un albo, chi non è commerciante né artigiano) è tenuto a pagare le proprie tasse ed i propri Contributi Previdenziali in percentuale sul proprio fatturato, senza dunque nessun costo fisso annuale.

Infatti l’idea di dover pagare circa 3600 € fissi di contributi INPS all’anno, a prescindere dal guadagno, era l’unica motivazione che mi allontanava dal mio desiderio di aprire partita IVA, quindi quando ho letto questa notizia mi si è letteralmente aperto un mondo!

Giampiero mi ha quindi spiegato che la percentuale di Contributi Previdenziali INPS è pari al 25,72% da calcolare sul Reddito Lordo (Reddito Lordo = Fatturato – Costi)

Per fare un esempio, se io quest’anno fatturerò 25.000 Euro, che contributo dovrò versare all’INPS? Innanzitutto dovrò calcolare il mio reddito lordo, considerando che  nel Regime Forfettario i costi aziendali sono forfettari; lo Stato infatti ha deciso una percentuale di costi forfettaria da calcolare sul fatturato, percentuale che cambia a seconda del codice ATECO. Nel mio caso è pari al 22% . Quindi il mio reddito lordo sarà 25.000 € – 22% e cioè 19.500 €, il che vuol dire che lo stato calcola che probabilmente su 25.000 € le mie spese si aggireranno intorno a 5.500 € (e quindi l’affermazione “con il regime forfettario non puoi scaricarti l’IVA è sì esatta, ma c’è da considerare che lo stato comunque considera le tue spese facendo un forfeit)

Sul mio fatturato lordo dovrò pagare la tassazione IRPEF, che nel regime forfettario è il 5% per i primi 5 anni e poi il 15% e i contributi INPS. Quindi le mie tasse saranno:

  • IRPEF: 5% su 19.500 € = 975 €
  • INPS: 25,72% su 19.500 = 5.015 €

Alla fine mi rimarrà un reddito netto di 19.000 €

Ma ipotizziamo che io 25.000 € li fatturi con la ritenuta d’acconto (sì, lo so che c’è il limite dei 5.000 €, è solo per fare un esempio!) se tolgo il 20% di ritenuta mi rimarranno in tasca 20.000 €, ma sul mio fondo pensionistico non ci andrà a finire neppure una lira!

Ecco perché è conveniente aprire P.IVA in regime forfettario anche se non si guadagna moltissimo: se appartieni alla gestione separata INPS non avrai alcun costo fisso e pagherai sul fatturato, e i soldi che verserai allo Stato non saranno un vuoto a perdere come con la ritenuta d’acconto.

ATTENZIONE a come usate la Prestazione Occasionale (Ritenuta d’Acconto)

Sulla ritenuta d’acconto inoltre Giampiero mi ha detto una cosa che non sapevo, e sulla quale vi esorto a stare attenti:

La possibilità o meno di utilizzare la Prestazione Occasionale(ritenuta d’acconto)  e l’obbligo o meno di aprire una Partita IVA non è data dal limite di compensi annali (5000 €), bensì da Principio di Abitualità e dal Principio di Occasionalità

Secondo questi due Principi sarà possibile lavorare con la Prestazione Occasionale se il lavoro commissionato è inferiore a 30 giorni l’anno, e se il lavoro commissionato dal cliente avviene UNA TANTUM, quindi commissionato al massimo per una volta l’anno per ogni committente

Per fare un esempio, immaginiamo che io debba ottimizzare un sito in ottica SEO per un compenso pattuito di 6.000 euro per il totale di 20 giorni lavorativi UNA TANTUM: in questo caso potrei tranquillamente utilizzare la Prestazione Occasionale nonostante i compensi superiori a 5.000 Euro annuali

Ipotizziamo invece che io istauri una collaborazione con una cliente che mi chiede mensilmente un calendario editoriale in ottica SEO, per un compenso pattuito di 200 Euro al mese (2.400 Euro l’ anno). In questo caso non potrei utilizzare la Prestazione Occasionale nonostante i compensi siano al di sotto dei 5.000 Euro annuali perché non rispetto il principio di occasionalità e sarei obbligato quindi all’ apertura di una Partita IVA. Quindi, attenzione!

Seconda domanda: che codice ATECO scegliere?

Che codice ATECO avrei dovuto scegliere, visto che io mi occupo di un sacco di cose (sono SEO specialist, copywriter, illustratrice, content marketer, fotografa, ecc… QUI puoi vedere tutti i miei servizi)? Giampiero ha trovato anche quello! Perché in fondo, per quanto ogni cosa che faccio possa sembrare diversa dall’altra, si tratta sempre di contenuti per il web. Anche su questo un bravo professionista saprà ben indirizzarvi.

Quali sono i requisiti per poter rientrare nel regime forfettario?

La partita IVA in regime forfetario non è per tutti, e chi vi accede deve rispettare certi requisiti:

  • Il primo obbligo è non fatturare più di un tot all’anno (da 25.000 a 50.000 Euro in un anno a seconda del codice ATECO). Se supererai questo limite sarai costretto ad uscire fuori dal Regime Forfettario e aderirai automaticamente al Regime Ordinario o Semplificato
  • Il secondo obbligo per poter accedere al Regime Forfettario è non aver ricevuto redditi da lavoratore dipendente o assimilato (ad esempio pensioni) superiori a 30.000 Euro nell’anno precedente

In realtà esistono altri obblighi, ma Giampiero potrà chiarirti le idee meglio di come possa fare io!

Conclusioni

Quindi, riassumendo, ecco le risposte alle domande che sono arrivate sulla mia pagina Faceboook:

Quanto costa aprire una Partita IVA in regime forfettario?

Nulla, l’operazione è gratuita.

Quante tasse pagherò con la Partita IVA in regime forfettario? Esistono costi fissi?

No se si fa parte dell categoria dei Professionisti in Gestione Separata INPS

Quali sono i vantaggi di una la Partita IVA in regime forfettario?

  • Il fatto che il Regime Forfettario sia un Regime Fiscale esente IVA, e quindi non dovrai aggiungere il 22% di IVA ai tuoi compensi con il vantaggio di poter essere competitivo
  • Sei esente Ritenuta d’ acconto e quindi riceverai il 100% dei compensi
  • Avrai le tasse più basse, ovvero il 5% di tassazione IRPEF per i primi 5 anni, che aumenterà al 15% dal sesto anno in poi, e non il 23% come per degli altri Regimi Fiscali.
  • Contabilità semplificata: non dovrai inviare alcuna Dichiarazione IVA trimestrale ed annuale, né registrare le fatture.

Se questo post ti ha lasciato ancora dei dubbi, chiedi la Consulenza Gratuita di Giampiero Teresi sul suo sito dedicato all’apertura di partita IVA in regime forfettario : ti richiamerà entro 12 ore ed analizzerà il tuo caso specifico, dissiperà ogni dubbio e ti consiglierà al meglio come ha fatto con me!

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7 thoughts on “Partita IVA in regime forfettario o Prestazione Occasionale? Facciamo chiarezza

    1. Riguardo alla ritenuta d’acconto, credo di aver notato un’informazione imprecisa… Sbaglio se affermo che con la dichiarazione dei redditi quel 20% viene restituito l’anno successivo (sempre se non vengono superati i 5000)?

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