Bambini e smartphone: tutta la verità vi dico!

Nell’era dello smartphone i nostri bambini sono i primi veri nativi digitali.

Della vita del nativo digitale, di smartphone e bambini, ne avevo già parlato su questo post: La vita di un nativo digitale

I nostri figli vengono al mondo grazie alle app per monitorare la fertilità, iniziano ad acchiappare i primi like, ignari, dall’ecografia postata dalla mamma su Facebook, poi vengono annunciati al mondo sui social. Buzzoole

Nascono e per la mamma lo smartphone diventa all’occorrenza pediatra, consulente dell’allattamento, educatore, intrattenitore (hai mai sentito parlare di white noise?). Intorno ai 3 anni i bambini hanno già imparato ad andare su Youtube, scaricare giochi, scattare le foto. E perdindirindina. Il tuo telefono diverrà il vostro telefono. O almeno, mio figlio spesso mi chiede “Mamma, dov’è il nostro telefono?”

Per fortuna lui non ha un eccessivo interesse, ci gioca giusto quell’oretta al giorno, distribuita in diversi momenti.

Per i genitori con i bambini più grandicelli invece condividere lo smartphone può diventare già più fastidioso, perché sanno già cercare su Internet e quindi devi mettere i dovuti blocchi al tuo telefono, sanno accedere ai social, ai tuoi social, e spesso chiedono già il loro profilo (per l’amor di Dio però, sotto i 13 anni vi prego no!)

Così si affacciano sul mercato offerte interessanti, che hanno come target i genitori dei nativi digitali. Come TIM Young JUNIORche dà la possibilità di acquistare uno smartphone per i figli a partire da 0,99€ con 1 Giga di traffico incluso.

Interessanti i 500 MB di traffico internet sicuro con  TIM Protect, ma anche TIMgames Junior, che permette ai ragazzini di giocare senza consumare Giga. E poi 60 minuti e 60 sms, il tutto al costo di 5,99 € ogni 4 settimane.

 

È giusto che i bambini dagli 8 anni in su abbiano uno smartphone?

Vi dirò, io non sono mai estrema nei giudizi. Credo che, in tutto, ciò che davvero conta sia l’equilibrio. Confesso senza remore che Dario ha uno smartphone tutto suo (uno che non utilizzavamo più), senza sim ma con il WiFi. Sullo smartphone ha i suoi giochi ludici e istruttivi, e guarda le sigle dei cartoni animati anni ’90, da vero figlio di mamma nerd! Cosa cambierebbe se usasse il mio o il suo? Nulla, ma cambierebbe tutto se invece gli consentissi di stare illimitatamente davanti allo schermo, se gli mollassi in mano un telefono per “tenerlo buono”.

Perché gli smartphone non sono delle balie, non devono sostituire l’intrattenimento fatto di giochi e fantasia, e neppure la nostra presenza. Devono integrare, questo penso. E non devono neppure essere negati, perché questa è la nuova era, la loro, e tanto vale che ci adeguiamo. La tecnologia farà parte delle loro vite in maniera nettamente superiore rispetto alle nostre, e l’unico modo per esorcizzare le nostre paure è metterci accanto a loro, monitorando a distanza ravvicinata.

#TimYoungJUNIOR

 

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