Blue Wolf: il gioco anti “Blue Whale” da fare insieme alla famiglia

Accetti la sfida del Blue Wolf, per combattere con tutta la famiglia il Blue Whale?

Oggi e ieri sono state le giornate internazionali della famiglia, e giusto domenica sera ho visto alle Iene un servizio sconvolgente che riguarda uno spaventoso fenomeno criminale che si sta preoccupatamente diffondendo, chiamato Blue Whale, che mette a serio rischio la vita dei nostri figli dai 9 ai 17 anni.

Da subito ho capito che volevo fare qualcosa. Ci ho pensato tutto il giorno, e poi l’idea è arrivata, e l’ho chiamata Blue Wolf.

In questo gioco (perché questo è un gioco, non quell’altro che è una manipolazione mentale) che ho ideato nessuno si arena, nessuno rimane isolato, nessuno si intristisce. Passerete 4 settimane all’insegna della famiglia, utilizzando il web e la rete nell’unico modo utile, quello che unisce le persone.

Perché il lupo? Perché immagino la famiglia come un branco, dove ognuno è pronto a sostenere l’altro, dove si rimane coalizzati, dove l’individualità non viene calpestata e si rimane comunque l’uno di fianco all’altro, ognuno con la propria natura. Come fanno i lupi.

Perché 4 settimane? Perché i nostri figli possano vedere che nonostante i numerosi impegni quotidiani, mezz’ora al giorno da dedicare alla famiglia riusciamo a tirarla fuori, e perché meno di 28 giorni non sarebbe un vero impegno ma un contentino. E poi “le sfide” giornaliere saranno semplici davvero. Vi mostro in anteprima la settimana n° 1:

  1. Create un gruppo Whatsapp che chiamerete “Blue Wolf” e includete tutti i membri della famiglia. Ognuno scriva, come primo messaggio, cosa si aspetta da questo challenge e perché avete scelto di giocare.
  2. Disegnatevi un piccolo smile sulla mano che vi ricordi tutto il giorno il Blue Wolf.
  3. Alzatevi 20 minuti prima e fate colazione insieme. Se qualcuno esce molto tempo prima e la colazione insieme è incompatibile, si farà un piccolo video mentre si fa la colazione e si posterà sul gruppo, sia chi è fuori e sia chi rimane a casa.
  4. Ritagliatevi mezz’ora per far ascoltare agli altri la canzone che più vi mette allegria, e spiegate perché vi piace e a cosa vi fa pensare. Potete farlo anche a pranzo o a cena.
  5. Chiedete scusa per qualcosa a ciascun membro della famiglia. C’è sempre qualcosa per il quale chiedere scusa.
  6. Preparate una lista per ogni membro della famiglia dove specificate le 5 cose che vi piacciono di più di lui/lei, e nascondete la lista in un oggetto che siete certi la persona userà in giornata.
  7. Svolgete un compito che di solito svolge qualcun altro: invertite i ruoli!

Ogni azione deve essere fotografata, documentata o trascritta, e mandata sul gruppo: alla fine del challenge capirete perché.

Dopo queste 4 settimane avrete senz’altro scoperto qualcosa di nuovo su ciascun membro della vostra famiglia e trascorrerete insieme dei momenti di qualità alla scoperta dell’altro.
Spero vi divertiate, spero vi sia utile.

La sfida inizierà il primo lunedì dopo aver raggiunto almeno 20 famiglie partecipanti: mi aiutate a diffondere l’iniziativa? Vi va di condividere questo post?

Una volta partito il gioco, ogni giorno, sulla mia pagina Facebook vi comunicherò la sfida del giorno dopo, in modo che possiate organizzarvi per tempo. La pagina la trovate qui:

Cos’è il Blue Whale?

Ragazzi, se dall’altra parte ci siete voi a leggermi, mettetevi al riparo da tutto questo: non c’è nulla di più figo che essere se stessi, che essere gioiosi, che sapersi aprire agli altri. Sono stata un’adolescente problematica e conosco il casino che spesso vi frulla in testa. Quello che però voi ora non sapete che è anche da questi casini che potete ricavare tesori per il futuro: se vi sforzerete per superarli otterrete la forza, se saprete circondarvi di persone positive otterrete la capacità di essere fiduciosi, se saprete chiedere aiuto quando ci sarà da chiedere aiuto otterrete la stima verso di voi. Perché saper chiedere aiuto non è facile ma è segno di maturità, e se ci riuscite siete dei grandi. Io ad un certo punto chiesi aiuto. E piano piano uscii dal fango. Perché noi adulti non sottostimiamo i vostri problemi che spesso credete, e se vi occorre fare 2 chiacchiere potete anche scrivere a me.

Se invece dubitate che qualche vostro amico sia entrato in contatto con questa porcata, parlatene con gli insegnanti, parlatene con lui, e provate a fare qualcosa. Non vi girate dall’altra parte: domani potreste pentirvene.

Il Blue Whale è una strumentalizzazione mentale che fa leva sulle menti vulnerabili dei ragazzi, Nasce in Russia ma pare essere giunta anche in Italia. Domenica sera la Iena Matteo Viviani ha mostrato un video agghiacciante.

Dietro a questa cosa macabra ci sono criminali che manipolano la mente degli adolescenti, che si fanno chiamare curatori o tutor. E sono loro a dettare le regole per 50 giorni. Le prima 5 regole, menzionate nel servizio da Matteo Viviani, sono:

  1. tagliarsi la mano e inviare la foto al curatore
  2. alzarsi alle 4.20 del mattino e guardare video psichedelici
  3. tagliarsi il braccio lungo la vena, non troppo in fondo. Fare tre tagli e inviare una foto al curatore
  4. disegnarsi sul braccio una balena e inviare la foto al curatore
  5. incidersi “yes” sulla gamba se si è pronti a essere una balena, se no bisogna punirsi con alcuni tagli

Più si va avanti e più le regole diventano assurde e addirittura, giunti al ventiseiesimo giorno, il curatore comunicherà all’adolescente la data in cui dovrà morire. Poi, dal 30esimo giorno al 49esimo, ogni ragazzo dovrà alzarsi alle 4.20 per guardare dei film horror e procuparsi un taglio, uno al giorno, documentando con foto da inviare al curatore.

L’ultimo giorno, il 50esimo, costringe al suicidio: ci si dovrà buttare giù dal palazzo più alto della città, mentre qualcuno documenta il tutto. Tutto questo è reso ancora più perverso dai curatori che non trascurano nessun dettaglio: ad esempio le morti vengono sincronizzate, così da rendere la pratica ancora più devastante a livello mentale.

Chi prende parte a questa iniziativa non dovrà dire nulla ai genitori né lasciare tracce in giro. I curatori sanno come condizionare le menti dei ragazzi: vengono loro inviati video satanici, suicidi, morti violente.

Ad oggi il Blue Whale ha ucciso 157 adolescenti in Russia e solo uno dei tutor è stato arrestato. Il suo nome è Philipp Budeikin, ha 22 anni e al momento dell’arresto ha detto di non essere assolutamente pentito: “I ragazzi sono felici di morire. Il mio obiettivo è quello di pulire la società. Ci sono tanti scarti biologici”.

Alla fine del servizio de Le Iene sul Blue Whale, la mamma di una delle vittime esorta i genitori con queste parole:

Guardate le pagine e gli amici dei vostri figli su Facebook, guardate anche cosa condividono. State attenti, ma non fate troppe domande. Fateli sentire amati. Questi sono i miei consigli per salvare i vostri figli da questo ‘gioco’“.

L’unico modo per proteggere i nostri figli è non farli sentire soli, trasmettendo loro la consapevolezza di avere una famiglia che li ama. E forse il mio gioco è solo una stupidaggine, ma se si diffondono le cose brutte voglio credere che possa accadere anche il contrario.

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