Diversità come ricchezza: Giornata Internazionale della Lingua Madre

Diversità come ricchezza: il 21 Febbraio è la Giornata Internazionale della Lingua Madre.

Questa celebrazione venne istituita dall’UNESCO nel 1999 per celebrare la diversità come ricchezza e commemorare gli studenti “martiri della propria lingua” del 1952 del Bangladesh, e viene celebrata ogni anno da allora.

Ma cosa accadde il 21 febbraio 1952 agli studenti del Bangladesh?

Quella mattina, dozzine di studenti bengalesi dell’Università di Dacca e attivisti politici, si ritrovavano all’Università di Medicina e al parco di Ramna per protestare affinché venisse dato alla loro lingua, il bangladese, il riconoscimento come lingua ufficiale. Ma le forze di polizia del Pakistan (che allora includeva anche il Bangladesh) aprirono il fuoco dando il via ad uno sterminio. Perché? Perché  al fine di aumentare la pressione statale sulla parte orientale, il governo pakistano impose l’Urdu come unica lingua ufficiale del Pakistan. Nonostante i tentativi di repressione il movimento di protesta continuò, e nel 1956 il governo cedette e concesse al bengalese lo status di lingua ufficiale insieme all’Urdu.

Questa premessa perché? Per soffermarci a pensare al fatto che per sostenere il multiculturalismo si moriva oltre 50 anni fa, e si muore anche oggi. Quest’umanità pare non volersi evolvere, nonostante si siano fatti grandi passi avanti, e si fa fatica ora più che mai a vedere la diversità come ricchezza. È evidente che gli eventi di terrorismo ai quali stiamo assistendo da anni ci stiano facendo arretrare, ci stiano spaventando e ci facciano guardare con timore chi è diverso da noi.

Noi genitori di quest’era stiamo giocando una partita difficile: insegnare ai nostri figli la tolleranza, l’uguaglianza e il rispetto delle diversità si rivela un’impresa assai ardua, in questo clima di sfiducia generale. Ma non arrendersi e non fare crollare i propri principi di fronte alla paura è possibile, deve essere possibile.

Vi lascio con una citazione bellissima di Nelson Mandela

“Se parli con un uomo in una lingua a lui comprensibile, arriverai alla sua testa. Se gli parli nella sua lingua, arriverai al suo cuore.”

Io ci aggiungo che se ci sforziamo di valutare attraverso la visione di chi ha credo e usanze diverse dalle nostre (che le condividiamo o no), se le accogliamo senza giudizio, se non abbocchiamo a chi ci sta lanciando l’amo della paura, quel progresso culturale al quale ci stavamo avviando riprenderà a camminare.

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