Estate senza figli (2006) VS. estate con figli (2015)

Estate senza figli a 19 anni VS. estate con figli a (quasi) 28: tratto da una storia vera.

Sabato, 24 giugno 2006 – Estate senza figli
Mi alzo alle 10, riflettendo sul fatto che sono stata proprio brava ad essere riuscita ad alzarmi così presto, esattamente come mi ero ripromessa ieri sera. Prendo il cellulare e faccio uno squillo a Nino, il mio ragazzo, per fargli capire che mi sono svegliata, per dargli il buon giorno. Anzi no, gli mando un sms che è meglio.
“Bngrn amr, k fai? Io m sn appena alzata, così ho il tmp di infilarmi in doccia, depilarmi e prepararmi per il mare. Ci vediamo alle 14. TVBTTTT
Ok, sante abbreviazioni se restiamo sempre dentro ai 160 caratteri.
Faccio colazione, con calma… Mia madre fa già pulizie e io per non avere noie (“Non esci di casa se non hai pulito e messo in perfetto ordine la tua stanza!” Cit. Madre) ho fatto le mie già la sera prima, così quando lei indispettita mi chiede “e tu la tua stanza quando te la pulisci?” le rispondo vittoriosa e con finta nonchalance “ieri…”
La mattina scorre lenta mentre il lettore CD suona “Happy Hour” di Ligabue, “Dimentica” di Raf, “L’inquietudine” di Nek e… “Siamo una squadra fortissimi” di Checco Zalone (col cavolo che l’Italia vince i mondiali!)
Depila depila, lava lava, ascolta ascolta ed è ora di pranzo. Ma che mangio, che tra mucca pazza ed influenza aviaria t’è rimasto solo il prosciutto? Va boh, panino al prosciutto e provoletta e via, che tra un po’ arriva Nino e si va con gli amici: tende da campeggio, barbeque, birre, borse frigo e stanotte si cena e si dorme in spiaggia, e ci vediamo domenica ad ora di pranzo, bye bye mamma…

 

Sabato 20 Giugno 2015 – Estate con figli
Sussulto nel letto! Cazz’è stata sta botta? Mh, una manata in pieno viso da parte di Dario che si gode appieno lo spazio guadagnato nella vita post utero. Con un occhio chiuso e la bocca a forma di C ruotata a destra di 180˚ guardo l’ora sul cellulare. Le 2,10. La notte è ancora lunga. Controllo che il figlioletto non sia sudato.
Ore 3,25. Il silenzio della notte viene rotto da una sega elettrica. Chi diamine taglia la legna a quest’ora? A no, è Nino che ha cambiato posizione. Gli do un pugno nelle costole e lo invito a rimettersi sul fianco. Controllo poi che il figlioletto non sia sudato.
Ore 5,40. Dario si lamenta nel sonno protraendo la bocca aperta e allungata tipo cavalluccio marino verso latetta che è stata preventivamente lasciata fuoriuscire dal collo della maglia, ormai slabrata. Sono tutte slabrate dal collo le mie maglie. Tutte. Ancora una volta controllo che il figlioletto non sia sudato.
Ore 6,20. Quasi fuori dal letto e con due piedini conficcati nella schiena, rimetto in posizione verticale il figlioletto e controllo che non sia sudato. Ha le gambette fredde e gli butto il lenzuolo addosso.
Ore 8,30. Sono sveglia (?), buongiorno! Prendo il cellulare e controllo le notifiche. Scrivo su whatsapp a Nino “amore ma dove sei? Sei già uscito? Senti, sbrigati a tornare perché devo depilarmi se dobbiamo andare al mare, e Dario non posso lasciarlo da solo”
La mattinata vola, depilati, urla dal bagno “amore-non-piangere-che-mamma-arriva-suuuubito!“, dai la tetta, raccogli giochi, ridai la tetta ed è ora di pranzo. Un boccone tu e uno il bambino. E “la casa di Topolino” in sottofondo, che ti appassiona anche, e ti chiedi se Paperino ritroverà mai i 10 fagioli magici che gli ha nascosto Pietro.
Si sparecchia, si riordina, si ridà la tetta e… finalmente si esce di casa. Mentre sono in macchina mi accorgo che ho lasciato dei peli sul ginocchio, ma va beh. Tanto tutti, vedendo che ho un bambino, mi guarderanno la pancia.
Che l’estate abbia inizio! 

La mia estate, con mio figlio, è di certo più frenetica di quelle di 10 anni fa, se non altro nell’organizzazione. Ma sapete che c’è? Vederlo illuminarsi mentre felice sguazza in acqua, sentire tutta la sua allegria mentre lancia sabbia ovunque, percepire la sua serenità quando stanco si addormenta durante la strada verso casa, non mi fa rimpiangere nulla, mi fa sentire in pace con me stessa e con tutti i tasselli al proprio posto, mi fa sentire realizzata. E felice, felice davvero!

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