Genitori assenti e orfani di fatto: la scelta di non esserci

Oggi è la domenica degli orfani, che si celebra in oltre 80 stati la prima domenica di novembre.

È un tema al quale sono molto sensibile, per due motivi: mia mamma è orfana di padre da quando aveva 6 anni, e ho toccato con mano quanto possa essere un dolore a lungo, lunghissimo tempo, una mancanza che difficilmente si riesce a colmare. Il secondo motivo ha a che fare con me. Io ho entrambi i genitori vivi. Eppure sono orfana di padre da diversi anni.

Figli orfani  di genitori assenti

Dico che sono orfana perché di fatto quel padre nella mia vita non c’è e non vuole esserci, perché ha una nuova vita che evidentemente vale di più di quello che ha volutamente lasciato alle spalle. E credo che questo possa essere ancora più doloroso della morte di un genitore, perché se da un lato porterai sempre nel cuore il ricordo di un genitore che ti ha comunque amato, magari anche idealizzandolo, dall’altro quella consapevolezza della scelta di non esserci è una ferita che può sanguinare per sempre.

Però può succedere anche che un bel giorno accade che dentro di te è il vuoto. Sparito il dolore, sparita la rabbia, sparita la delusione. Quel genitore è morto, ed è morto per sempre, cancellando anche quei pochi ricordi belli che conservavi di lui. E ti senti un’orfano, e può succedere anche che pensi “Se non è stato in grado di amarmi chi mi ha messo al mondo, chi mai potrà amarmi?”. Eppure io l’ho conosciuto un ragazzo non amato dal padre, ma che ha lasciato dietro di sé tanto di quel profumo che chiunque oggi si chiede che razza di persona sia uno che rinuncia ad una persona tanto bella e preziosa come quel ragazzo. Quel ragazzo un giorno mi disse “Il padre è solo un uomo, e gli uomini son tanti. Scegli il migliore, seguilo e impara”

Quel ragazzo è volato via una settimana prima che compisse 27 anni. Ed io so che quell’uomo migliore da seguire lui l’aveva individuato. Il mio uomo da seguire e dal quale imparare l’ho trovato anch’io, ed è proprio lui, quel ragazzo. Quel ragazzo che è mio fratello, il mio faro nel buio e la risposta ad ogni “Qual è la cosa giusta da fare adesso? Cosa farebbe Niky?”

Si può essere uomini e donne meravigliosi anche senza avere uno dei due genitori, che essi siano morti o che abbiano volontariamente scelto di non esserci. E chi perde è proprio quest’ultima categoria: chi si priva di un figlio non ha idea della punizione che si sta auto infliggendo.

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