Giocare con le bambole fa male alle vostre figlie: ecco perché!

Ci avete mai pensato, mamme, a quanto giocare con le bambole possa essere nocivo per le vostre future donnine?

Si parla spesso di come le principesse Disney abbiano instillato in noi donne le aspettative che oggi ci portano a diffidare del genere maschile e a non accontentarci. Ma c’è un’altra componente riguardante la nostra infanzia che è stata deleteria nella concezione della maternità che una donna generalmente ha: le bambole.

Davvero ragazze, state attente… Cogliete i segnali pericolosi ed intervenite in tempo: osservate vostra figlia mentre gioca con le bambole, e aggiustate il tiro finché siete in tempo, che poi queste crescono credendo che fare la mamma sia facile.

Perché pensateci: si inizia con il credere che se vuoi un bambino da amare e coccolare basta desiderarlo e comportarsi bene per far sì che qualcuno te lo regali (babbo Natale, mamma e papà o i nonni, non importa neanche chi. Non hanno neppure idea di quanto costi la PMA, queste bambine…)

Invece diteglielo che non basta desiderare un figlio per averlo, e che già prima anche di decidere se provarci o meno, ad avere un bambino, devi pianificare e valutare. Perché non basta un #FertilityDay per convincerci e rassicurarci, vista una società che non è affatto amica delle mamme.

La gravidanza bambinesca inizia con estrema semplicità, non serve neppure il seme maschile: basterà infilare la bambola sotto la maglietta, e poi nessuna nausea, nessun malore, nessun dolore per il parto. Poi bisogna semplicemente rialzare la maglia e tua figlia è nata. Bionda con gli occhi azzurri, profumata, sorridente, pulita, perfetta e pure ben vestita e, dettaglio importantissimo da correggere immediatamente, per farla dormire basterà sdraiarla che gli occhi si chiuderanno immediatamente da soli.

Invece la realtà vuole che la dolce attesa può essere tanto dolce quanto amara, e che per partorire non basterà alzare la maglietta. Semmai abbassare i pantaloni. Diteglielo che i figli non sempre nascono perfetti. Ma profumati sì, sempre.

Diteglielo che per farli addormentare dovranno spesso camminare avanti e indietro per ore, dondolando e cantando e imprecando.

 

bambola-che-dorme

Quella bambola non farà mai alcuna cacca puzzolente, non avrà crisi di pianto che non si risolveranno con un ciuccio rificcato in bocca, non avrà malattie che non basterà curare con una siringa indolore e una spugnetta che cancella i puntini. Si siederà sul suo bel seggiolone e mangerà qualsiasi cosa la mamma propini, si farà cambiare i pannolini rimanendo con le gambette ben piegate per aria, e ovviamente ne bastano 2, di pannolini.

Invece diteglielo che spesso i bambini piangono così forte e così tanto da portare alla disperazione, fino a fare piangere anche la mamma, e no, non basterà il ciuccio…

Diteglielo che una febbre alta del loro bambino le manderà in crisi, e non esiste alcuna spugnetta miracolosa contro la “bocca, mani e piedi” né contro la varicella.

bambina-gioca-con-le-bambole-dottore

 

Alla bambola basta un solo vestito, ma può benissimo stare anche perennemente nuda che tanto non si lamenta né ammala mai. E per la nostra baby mamma nessuna paturnia per i vaccini o non vaccini, per il co-sleeping o per il metodo Estivill, per l’auto svezzamento o il tipo di latte da dare, che tanto alla bambola il latte nel biberon magico piace tantissimo e se lo scola in un attimo.

biberon-magico

Nessuna colica, mai un singhiozzo o un reflusso.
E soprattutto, bugia delle bugie, quando la baby mamma vorrà dedicarsi ad altre attività che non riguardano sua figlia, potrà mollarla dove vuole, che tanto quella sta tranquilla seduta in qualsiasi posto la si lasci, con il suo sorriso ben stampato in faccia, o il ciuccio in bocca.

Invece diteglielo mamme, ditelo alle vostre figlie come stanno le cose.

Diteglielo che i bambini sputacchiano la pappa, e che dovranno cucinare una quantità infinita di verdure solo per fare il brodo. E spesso neanche gradiranno, quei figli irriconoscenti.

Ditegli che a volte cambiare un pannolino può assomigliare ad una lotta di sopravvivenza, con urla che sembra li si stia picchiando. E che no, non bastano 2 pannolini, neanche se sono lavabili… E non basta neanche un solo vestito, ma ad ogni stagione si dovrà ricomprare tutto da capo a piedi, e loro probabilmente si accontenteranno dei saldi da Piazza Italia. Ogni 2 anni. Che i soldi servono per comprare pannolini, cibo e vestiti al pargolo, che lì si piscia e caga davvero, non si va in giro nudi e il latte vero non è come quello di quei biberon che non hanno niente di magico.

Ditegli che dovranno prendersi delle responsabilità su delle scelte difficili e che correranno comunque il rischio di cadere in errore a prescindere dalle scelte.

Dite loro che non saranno più completamente padrone del proprio tempo né della propria vita, che i bambini non li puoi mollare come le bambole, che pretendono la presenza costante della mamma senza se e senza ma.

Però infine ditegli anche che fare la mamma a volte è pesaaaaante, ma che l’abbiamo fortemente voluto, anche se con gli anni avevamo già iniziato a capire che la vita vera non era come quella dei nostri giochi da bambine. Ma non ci è importato. Perché avevamo la sensazione che vivere la maternità fosse ancora più bello di giocare a fare la mamma. E avevamo dannatamente ragione. Perché nessuna bambola parlante potrebbe mai essere in grado di riempirti gli occhi di lacrime come un “Mamma, ti voglio bene!” pronunciato da tuo figlio mentre ti abbraccia forte.

Loredana Amodeo

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