“Imporre” la dieta vegana ai bambini? La guerra ideologica più animata del web

Oggi, 1 novembre, è “World Vegan Day”, la giornata mondiale vegana.

La prima venne celebrata nel 1994 in occasione del 50° anniversario della Vegan Society. Il termine “Vegan” è stato coniato da Donald Watson, e deriva appunto dalla parola vegetariano. Ma quale fu la differenza sostanziale che fece scindere i vegani dai vegetariani? La differenza tra vegani e vegetariani è legato al consumo di prodotti lattiero-caseari e di uova, che i primi non mangiano.

Come spesso è successo in questo primo mese di #EveryDayWorldDay anche la giornata di oggi mi suscita delle riflessioni, come quella domanda antipatica che leggete sul titolo.

Inizio con il dire che io non sono vegan, ma cerco di limitare l’uso della carne e di privilegiare altri cibi per un mero motivo salutistico, perché sicuramente la carne, soprattutto quella rossa, male fa. Come fanno male tante altre cose. In ogni caso io stimo chi riesce a prendere una decisione tanto drastica da richiedere un così grande controllo sulla propria vita, che sia il veganesimo, che sia smettere di fumare o disintossicarsi dai dispositivi elettronici (a me verrebbe più semplice diventare vegan!)

Ma torniamo alla domanda del titolo, una domanda che ho letto spesso sui social, una domanda che fa scannare uomini, donne e leoni da tastiera pronti a difendere le proprie idee:

è giusto imporre la dieta vegana ai bambini?

Per quanto mi riguarda io dico Nì. Dico nì perché innanzitutto la parola “imposizione” mi da’ molto fastidio perché cela già l’accusa. Quando si diventa genitori, e soprattutto per i primi anni del bambino, per forza di cose questi dovranno prendere delle decisioni per i propri figli, e quello che sceglieranno di fare o non fare sarà ciò che riterranno essere il meglio, quasi sicuramente. E quindi un genitore cattolico riterrà che il meglio sia il battesimo, un genitore onnivoro riterrà che suo figlio ha bisogno della carne per crescere, un genitore fashion vorrà che suo figlio vesta bene in ogni occasione.

Quindi non credo che scegliere al posto di chi da solo non può scegliere sia un’imposizione, quando fai un figlio devi necessariamente prenderti delle responsabilità, correndo anche il rischio di sbagliare e di incontrare gusti e decisioni diverse dalle tue una volta che quel figlio crescerà, e magari ti dirà che avrebbe preferito se tu non lo avessi battezzato, se non lo avessi nutrito con carne di animali, se non lo avessi vestito come un figurino e gli avessi lasciato più libertà di sporcarsi. Fa tutto parte del gioco. Fai quello che ritieni il meglio, correndo il rischio di sbagliare.

Ma… arriva il ma. Credo che sia dovere di ciascun genitore quello di fare SCELTE CONSAPEVOLI: ci sono in giro troppi internettologi che spiluccano informazioni qua e là e poi ne fanno una scienza ed un motto di vita senza documentarsi abbastanza, senza approfondimenti, senza una visione analitica personale che nasce dall’essersi informati a sufficienza sull’argomento. E allora ci sono genitori che non vaccinano ma poi danno ai propri figli antibiotici al primo colpo di tosse, genitori che acquistano solo giocattoli montessoriani ma poi lasciano il figlio ore ed ore davanti alla TV, genitori che non danno carne ai propri figli ma che non hanno la più pallida idea di quale sia il fabbisogno giornaliero di un bambino e di come bilanciare questo tipo di dieta.

E allora succede che al telegiornale dicano che una bambino figlio di genitori vegani è finito in ospedale per malnutrizione, e i saccenti del web riprendono a scannarsi, con frecciatine e congetture antipatiche, eclissando il lavoro e l’impegno di chi ha studiato ed approfondito, ed ha figli in perfetta salute. E allora i vegani, per difendersi, iniziano a tirare fuori l’obesità dei figli dei genitori onnivori, perché ovviamente dev’essere tutto o bianco o nero, altrimenti che guerra ideologica sarebbe?

Siamo così. Con il giudizio facile e totalmente privi di empatia, siamo svogliati e ci facciamo bastare le informazioni recepite a spasso per il web, e da queste informazioni non ci facciamo scrupoli a prendere decisioni di una portata talmente alta che un errore potrebbe essere devastante. Siamo sempre pronti a giudicare decisioni diverse dalle nostre senza prima aver guardato dentro alle nostre, di vite. Che di errori ne commettiamo tutti, e non c’è “tuttologo” che si salvi.

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