Cosa prova una coppia che non riesce ad avere un figlio? Te lo sei mai chiesto?

Infertilità: la sofferenza dignitosa, e sottostimata, di 3 famiglie su 10

La prossima domenica è la festa della mamma, e invece io oggi vi parlo di infertilità. Perché oggi è la giornata della consapevolezza sull’infertilità.

Per 3 coppie su 10 questa festa sarà una bastonata in pieno stomaco. Non hanno fatto neppure in tempo a dimenticare la festa del papà mancata, tristemente e silenziosamente desiderata, che arriva l’altra.

Alcune di queste coppie rincorrono da così tanto una gravidanza che non ci fanno neanche più caso, quasi neanche sentono più la delusione. Si sono abituate. Sono le stesse coppie alle quali nessuno ormai chiede più quando intendono decidersi a fare un bambino. Ci sono voluti probabilmente anni di acuta (?) osservazione per comprendere che magari quei poveri cristi un figlio lo vorrebbero anche, ci sono volute rispostacce sbottate all’ennesima domanda stupida, ci sono voluti sguardi pieni di lacrime e morsicate di lingua, ci sono volute spiegazioni. E dopo anni allora forse sì, nessuno dirà loro cose inopportune.

Poi ci sono quelle coppie che si guardano indietro e iniziano a capire che forse c’è qualcosa che non va, perché se dopo un anno un figlio non è ancora arrivato, allora probabilmente c’è qualche problema di infertilità.

Ci sono altre coppie che tra una ICSI e un drilling ovarico conservano la speranza di vedere quella doppia lineetta, altre che sperano che tutti quegli ormoni iniettati non provochino cose spiacevoli in un corpo che è stato martoriato, ma che proprio non vuole collaborare.

Ci sono quelli che hanno provato la gioia di un test positivo e poi la disperazione di quell’ecografia che ti liquida con un “non c’è più battito. E poi ancora. E di figli ne hanno tanti, ma solo nel cuore. E le braccia vuote. (Leggi Bambini mai nati“)

Ci sono quelli che “se è arrivato il primo, arriverà anche il secondo“, ma sono passati gli anni ed evidentemente qualcosa si è inceppata perché del fratellino neanche l’ombra. E devono anche trovare risposte plausibili all’incalzare della gente che chiede quando faranno il secondo. (Leggi “Voglio donarti un fratello, perché tu possa vivere tutto l’amore che ho provato io.“)

Infertilità, quei gesti, quegli acronimi, quei modi di dire che comprendiamo solo noi. Quelle delusioni che conosciamo solo noi.

Ci sono termometri infilati in vagina come prima azione della giornata, ci sono stick da confrontare tra di loro, ci sono ecografie e punture sulla pancia. Ci sono diete, vitamine da prendere, dosaggi e monitoraggi. Ci sono “fantasintomi” da ignorare per non rimanerci ancora male. Ci sono ricerche su Google alla ricerca di una speranza. Ci sono forum e gruppi di auto-aiuto.

Ci sono test, tanti test, sempre bianchi, sempre vuoti.

Ci sono donne che si sentono aride, vuote, incapaci di dare la vita come tutte le altre, e che si sentono delle stupide ogni volta che si trovano tra le mani quel foglio che dice, ancora una volta, “Valore bhcg < 0,00

Ci sono uomini che si sentono in colpa.

Ci sono coppie che lo sapevano già che sarebbe stato difficile, ma prenderne atto con l’evidenza è più dura di quanto si aspettassero.

Ci sono coppie che hanno preso sempre tutte le precauzioni per non concepire un figlio al momento sbagliato, per poi scoprire che forse non ce ne sarebbe stato neanche bisogno.

Ci sono coppie che al primo rapporto non protetto sentono il cuore che scoppia di gioia, ma arriverà quel salvaslip sporco di sangue, prima ancora di poter fare un test, a guastare i sogni. E poi ancora, e ancora. E si sentiranno ingenue, sciocche, per aver creduto potesse essere semplice.

Ci sono donne che scrutano gli occhi delle altre donne incinte per comprenderne la gioia, per provare a immaginare come potrebbe essere. Quelle che alla vista di un neonato devono lottare con le lacrime che stanno appena dietro ai loro occhi, pronte ad esplodere. Ci sono donne che all’ennesimo annuncio di altrui gravidanze si sentono morire, per poi sentirsi delle persone orribili per quel senso di ingiustizia provato.

Ci sono coppie che scoppiano, e ci sono coppie che si legano ancora di più. Coppie che mollano e scelgono di non accanirsi e coppie che di rinunciare non ci pensano proprio. Coppie che si fanno forza a vicenda e coppie che non ne parlano neanche più.

Ci sono coppie che quei soldi per tentare un percorso di PMA non ce li hanno, e aspettano anni prima di potersi avvalere del servizio sanitario nazionale. Coppie che quei soldi ce li hanno, ma solo perché si privano di tutto pur di coronare il proprio sogno di famiglia, e anziché fare un viaggio si pagano una FIVET.

Coppie che una famiglia sanno di esserlo a prescindere e coppie che adottano.

Infertilità: storie a lieto fine

E poi ci sono coppie che dopo tanto penare finalmente ce la fanno. Perché di storie di infertilità a lieto fine ce ne sono. Come la mia, che soffro di PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) e mentre scrivo ho Dario che dorme nella stanza accanto, e un bimbo che non ho mai conosciuto ma che porto nel cuore, andato via troppo presto (ne ho parlato qui: Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma). Due gravidanze, agognate e combattute, nell’oblio dell’incertezza, tra temperatura basale e grafici, raddoppi di beta, ecografie con il cuore in gola, ospedalizzazioni lunghe.

Nessuna donna normofertile, e non me ne vogliate, capirà mai ciò che abbiamo provato davanti a quella seconda linea rosa, davanti a quella prima ecografia, a quel battito incalzate e pieno di vita, quella che finalmente ospitavamo anche noi.

E nessuna donna normofertile capirà quanto ancora più pesante sia per noi un aborto, che riscombussola tutto, che ci rimette in quella posizione di dover ricominciare tutto da capo.

Bisognerebbe contare fino a 10 prima di porre domande inopportune. Stiate attenti e siate empatici. Ostentate di meno, che anche se non dite quanto siete felici, ci crediamo lo stesso. E non vi viene chiesta compassione o pietà, perché avete di fronte forza e grinta che neppure immaginate. Semplicemente calatevi nei panni di chi avete davanti, e parlate solo se ciò che avrete da dire sarà meglio di tacere.

Le persone infertili non sono persone a metà. Sono una persona e mezza.

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3 thoughts on “Cosa prova una coppia che non riesce ad avere un figlio? Te lo sei mai chiesto?

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