Inserimento scuola materna: tu che vai, io che resto.

Inserimento scuola materna: tu che vai, io che resto.

12 settembre 2017. Inserimento scuola materna. Di quelle volte che tu vai e io resto.

Stamattina, durante la tua prima colazione pre-asilo, ho rivisto un po’ di me bambina.

L’ho rivista mentre, facendo colazione, guardavi assonnato “La posta di Yoyo” che ai miei tempi era “La posta di Ciao Ciao Mattina“.

L’ho rivista con l’Albero Azzurro, che non ha mai cambiato nome; Dodò però non ha più quella voce antipatica di 25 anni fa.

L’ho rivista quando ti ho affibbiato il grembiulino e infilato gli spallacci dello zainetto.

Ho rivisto, in me stavolta, anche lo sguardo commosso ed emozionato di mia mamma. E l’ho rivisto di nuovo quando la maestra ti ha chiamato per nome e cognome, indicando la tua classe.

Non hai mai lasciato la mia mano, e ti confesso che mi ha scosso non poco il tuo “Andiamo a casa, adesso?”

Ma ho continuato a fidarmi di te, di noi, del lavoro che abbiamo fatto fin qui, e ho avuto ragione. Sapevo che eri pronto e che ti saresti fidato del nostro rapporto al punto da fare a meno di me per un po’.

 

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Appena arrivati in classe la mia mano l’hai lasciata, e timido e curioso sei andato verso la tua vita.

Ti sei seduto e ti sei guardato intorno. Spero tu abbia pensato che mamma aveva ragione a dirti che l’asilo è un posto bellissimo.

Non ho smesso un attimo di fissarti, per cercare di scrutare le tue emozioni.
Ti ho percepito oggi più che mai una persona scinta da me, diversa da me, ma così parte di me da non provare nessuna paura nel lasciarti andare.

Voglio insegnarti che l’amore è libertà, e che si ritorna sempre dove si è stati bene.

Voglio insegnarti che l’amore non teme distanze.

Voglio insegnarti che puoi farcela da solo, ma che da solo vuol dire anche che, alla fine dei giochi, mamma torna da te. Finché lo vorrai.

E da solo vuol dire anche che ti lascio fare, ti lascio vivere, ti sprono verso l’autonomia, ma ti basterà girare la testa verso di me per intercettare il mio sguardo, che oggi ti basta a darti sicurezza e domani chissà.

Un’altra fase di vita inizia. E io sono pronta.
Anche se questo vuol dire vedere i tuoi piccoli piedi allontanarsi da me.

Ma so che quel filo invisibile si irrobustirà ad ogni passo, perché si nutre di quell’amore puro che non ha condizioni, che non si sceglie.

Che è, semplicemente.

 

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