Latte: fa bene o fa male? E se mio figlio non lo vuole?

Latte: la maggior parte degli italiani ne fa un uso giornaliero, e non solo a colazione. Ma il latte fa bene o fa male?

È uno degli argomenti, in quanto ad alimentazione, più discussi del momento: questo benedetto latte fa bene o fa male? Dobbiamo consumarlo a cuor leggero come abbiamo sempre fatto fin da quando eravamo bambini, oppure no?

Io, come penso molti di voi, sono cresciuta con la convinzione che il latte sia un alimento basilare, uno dei più sani, un must have della dieta quotidiana. Ma oggi diversi studi insinuano il dubbio anche tra i maggiori ed affezionati consumatori, e sempre più persone si chiedono se il latte vaccino faccia davvero bene oppure no.

Dopo aver letto quanto sto per scrivere potranno accadere 3 cose:

  • smetterai di consumare latte vaccino in favore dei latti vegetali
  • ridurrai il consumo del latte animale
  • penserai che siamo tutti pazzi, e che nell’era del consumismo non si sa più cosa inventarsi per disorientare la gente

Quest’ultimo pensiero l’ho formulato anch’io la prima volta che mi sono imbattuta in un articolo come quello che sto scrivendo oggi, però ogni volta che bevevo quella tazza di latte ripensavo e rimuginavo. Per forza di cose iniziai a documentarmi, e mi martellavano in testa delle considerazioni:

  • essendo noi appartenenti al regno animale, perché siamo l’unica specie che continua a consumare latte anche dopo lo svezzamento?
  • perché nessun cucciolo si nutre istintivamente del latte di un’altra specie?
  • perché la mamma di qualsiasi specie, se non sollecitata forzatamente, produce latte solo per un periodo limitato?

Beh, la natura di certo la sa lunga.

Solo l’uomo continua a consumare latte anche dopo lo svezzamento, e solo l’uomo si nutre del latte di un’altra specie (il più comune è il latte di mucca, ma molte persone consumano anche latte di capra o d’asina).

Latte vaccino: composizione

Proprio sul latte di mucca, il più commercializzato, c’è una bella parentesi da aprire. Il latte vaccino ed il latte umano hanno una composizione completamente diversa: il latte vaccino ha il triplo del calcio e delle proteine (anche se solo il 50% è utilizzabile dall’essere umano), ha meno lattosio ma valori decisamente più alti di colesterolo e grassi saturi; inoltre il latte è un alimento molto particolare, in quanto conduttore di informazioni bio-chimiche tra la mamma ed il cucciolo, che cambiano per ogni specie.

Il latte industriale, gli ormoni e gli antibiotici

Il latte industriale è pieno di ormoni dello stress, poiché le mucche sono ben lontane dal pascolare e mangiare erba come natura vorrebbe; è anche ricco di ormoni e antibiotici che l’uomo aggiunge per aumentare la produzione di latte e preservare la vita dell’animale. Come per l’essere umano, se non c’è il cucciolo che succhia le mammelle, dopo un periodo il latte non viene più prodotto, per questo prima parlavo di produzione forzata.

Ok, però il latte fa bene alle ossa. No?

Sembra, da quanto emerge dalle numerose ricerche scientifiche, che sia invece l’esatto contrario: l’elevato consumo di latte e prodotti derivati, aumenta il rischio di frattura dell’anca, per via dell’accentuata insorgenza di osteoporosi (una malattia sistemica derivante dalla mancanza di calcio). Direte “Ma il latte è ricco di calcio, lo sanno tutti“, il che è vero. Ma il latte, oltre che tanto calcio, contiene altrettante abbondanti proteine animali, che per essere smaltite richiedono proprio il calcio già assimilato dalle nostre ossa.

In conclusione, il latte:

  • Non previene l’osteoporosi, anzi pare ne aumenti il rischio di insorgenza, perché toglie più calcio di quanto ne fornisce.
  • È ricco di colesterolo e grassi saturi.
  • Almeno il 10% della popolazione italiana è intollerante al latte, molte volte inconsapevolmente.
  • Il latte non fa parte, secondo natura, dell’alimentazione degli adulti, e tanto meno se proveniente da altre speci.

E quindi? Cosa fare? Dobbiamo rinunciare al latte?

Sono del parere che il buonsenso (approfondisci vivere con buonsenso) vinca sempre, e che un bicchiere di latte caldo ogni tanto di certo non darà grossi problemi, così come mangiare un gelato o un pezzo di formaggio saltuariamente. Però limitarne l’uso non potrà che farci bene: il latte vegetale è un valido sostituito (di riso, di soia, di mandorla, di nocciola, ecc…) e potremmo decidere di utilizzarlo nelle ricette o a colazione al posto del latte vaccino.

E se mio figlio non vuole il latte?

Se il tuo bambino, già svezzato e quindi dopo l’anno, non accetta il latte… don’t worry: be happy! Scherzi a parte, una sana e bilanciata dieta non necessita assolutamente dell’uso del latte vaccino, neanche nei bambini. Allattalo al seno più a lungo possibile (finché entrambi lo vorrete) o somministra il latte formulato fino a che la sua dieta non sarà varia: dopo di che il latte non sarà più necessario.

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5 thoughts on “Latte: fa bene o fa male? E se mio figlio non lo vuole?

  1. Sin da bambina non ho mai potuto soffrire il latte. Da neonata, sono venuta su col latte artificiale in polvere. Poi durante l’infanzia sono stata sempre male per essere quasi costretta, come la maggior parte dei bambini, a bere latte a colazione. Riuscivo a mandarlo giù solo se era insieme al cacao, che però, giustamente, mia madre limitava nelle quantità. Mi provocava nausea, se caldo. Se freddo, andava un po’ meglio, ma comunque avvertivo debolezza durante la digestione. Per questi motivi, non appena ho potuto decidere di me stessa, ho interrotto l’uso del latte. Con i derivati, formaggi o gelati, nessun minimo problema, ma a il latte in purezza mai più…
    Finché non ho provato il latte fresco! Ora lo bevo tutti i giorni, un bel bicchiere, col caffè, ogni mattina… E non solo non mi da problemi, ma mi piace moltissimo!!! Nel mio caso, a quanto pare, il problema non era il latte in sé, ma qello a lunga conservazione delle buste, quello più comune! Per questo a chiunque mi dice di avere problemi col latte, consiglio di provare quello fresco, perché è molto, molto meglio!
    Sugli studi non sono informata, perciò non mi sbilancio in fatto di vantaggi o meno per la salute. Però sul fatto che l’uomo sia l’unico essere che beve latte anche in età adulta, aggiungerei che è anche l’unico essere che coltiva piante, le lavora per farle diventare farina, e poi le trasforma in pane… Giusto per fare un esempio! 🙂

    1. Io difatti credo che semplicemente dobbiamo essere bilanciati: senza esagerare non ci farà male un bicchiere di latte al mattino (che per molti è un vero e proprio “confort food”) né un dolcetto ogni tanto, e neppure una merendina data in extremis a nostro figlio. Comunque sai che il latte fresco non l’ho mai provato? Nel gusto immagino sia molto diverso di quello UHT…

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