A mio fratello.

Oggi è un anno esatto che non ci vediamo.

Anche il tuo ultimo messaggio su Whatsapp ha la data del 26 maggio 2016. “Sto scendendo, Lo“.

Non ho mai scritto nulla di pubblico rivolto a te. Mi è sempre sembrato stupido. Perché lo faccio oggi? Per me stessa. Per provare a dare un peso a quello che provo. Perché lo faccio pubblicamente? Perché ho dentro un anno di cose non dette, e tu lo sai che implodo se non dico quello che ho da dire.

Alcune persone in questi giorni mi hanno detto “Sembra sia successo ieri, e invece è già passato un anno“. A me invece in questo anno sembra mi sia trascorsa una vita intera. Sono cambiata come mai avrei creduto possibile.

Chissà se hai visto tutto quello che è successo, in questo anno.

Te lo racconto.

Inizio da me.

Io, subito dopo che tu sei andato via, ho perso il bambino che aspettavo. Anche lui l’ho visto, giusto un anno, fa per la prima ed ultima volta. Poi ho perso anche il lavoro. E se in primo momento mi sono sentita smarrita e disarmata, poi questa circostanza si è rilevata una liberazione e un’occasione. Infatti ho iniziato a darmi da fare e… a marzo ho addirittura aperto la Partita IVA! T’immagini, Nì? Perché in fondo noi siamo così. Di fronte alle difficoltà tiriamo fuori ogni energia disponibile e la investiamo. Mai darsi per vinti!

In questo anno professionalmente sono cresciuta tanto, e mi piace credere che ci sia il tuo zampino. Il tuo penultimo messaggio in fondo dice “Lo’, vediamo appena parto. Lo farei da lì il tuo sito…

Sono andata a vedere il film della Bella e la Bestia. Sì, la Bella e la Bestia a film, uguale uguale. Ho sentito le mie e le tue emozioni. Mi sembrava di averti di fianco. Mi sembrava di vedere il tuo sguardo che cercava il mio per percepire le mie emozioni e per sussurrarmi le tue.

Poi è successo che ho chiuso con un sacco di persone, presenze superflue, presenze non presenze. E ho rafforzato i rapporti che contano. Tipo con la mamma.

Sono diventata una cinica di merda. Non credo più in molte cose, ma credo profondamente in altre. E non sono più emotiva come lo ero prima. Fare i conti con le emozioni estreme mi ha ridimensionata.

Dario. Dario fa ginnastica. Allo stesso modo in cui gliela insegnavi tu. E quando vede un aereo in cielo mi chiede se sei tu sulla moto. Gli dico “Probabile…”. Conosce tutte le sigle dei cartoni anni ’90 dei supereroi, e ultimamente si appassiona anche dei Power Rangers. Ha tolto il pannolino e già dall’anno scorso nuota con i braccioli. È schizzinoso come te, e non mi fa mai mordere ciò che sta mangiando! Ho scritto una cosa per lui, parlando di te e me: “Voglio donarti un fratello, perché tu possa vivere tutto l’amore che ho provato io“.

Nino lavora da un anno in una ditta dove si trova bene. Mi parla poco di te. L’anno scorso ha urlato non so quante volte “Ciao Nicheiiii!” ma tu non sei uscito dalla tua stanza per salutarlo, e lui ci rimase male, e io gli dissi “E tu la prossima volta non chiamarlo!”. Non credevo che davvero non l’avrebbe più potuto fare.

Qualche giorno dopo l’ho visto piangere, per la prima volta in 12 anni, e ha pianto per te. All’inizio guidava la tua moto, poi non ce l’ha più fatta. Ah, a proposito di moto, tranquillo che è sempre là al solito posto! E anche le chewing gum, la tazza, le monete che avevi sulla scrivania. Anche la Play, i guantoni, e tutto quello che è tuo. Tranne una giacca, quella grigia, che metto io in inverno. L’avevamo comprata insieme, era la tua preferita.

Sai che l’altra volta ho fatto la carbonara con delle uova gigantesche di oca?! Chissà se l’avresti assaggiata… La mamma dice di sì, Nino ci scommette la testa che ti saresti schifato. Io ho il dubbio: per una carbonara ti giocavi tutto, ma le uova di oca chissà se ti avrebbero convinto!

Invece l’altra volta riflettevo sul fatto che non ti ho mai chiesto perché non hai mai, mai, mai portato un occhiale da sole! In effetti sarebbe stato un peccato coprire i tuoi occhi.

Lettera a un fratello

Sai di cos’ho il rammarico? Di non aver mai accettato di venire a fare un giro in moto con te. E sai di cos’altro? Di averti detto, esattamente un anno fa, “Nì, non è possibile così! Devi andarti a fare vedere!” quando hai preso la mia mano e l’hai poggiata sul tuo cuore che batteva all’impazzata. Avrei dovuto pretendere che tu andassi immediatamente al pronto soccorso. Ma non avrei immaginato mai che 4 giorni dopo il tuo cuore si sarebbe fermato. E con lui gran parte di me e del mio mondo.

Ma non voglio chiudere in tristezza questa “lettera”. Voglio invece farti i complimenti. Visto che mi dicevi sempre “Lo’, ma a volte non hai la sensazione che la nostra vita sia un film? Come se ci fosse qualcuno a scrivere quest’assurda sceneggiatura?” ti dico che sei uscito di scena tra scrosci assordanti d’applausi. Che non sono ancora finiti.

Ci rivedremo, Nì. E ci riconosceremo ancora. Ne sono certa.

Tua sorella.

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4 thoughts on “A mio fratello.

  1. Mi sono commossa, mi dispiace molto, deve essere stato molto difficile affrontare tutto questo. Ti abbraccio ❤

  2. Lori, mi sono lasciata il tuo post da leggere in un momento di calma e ci sono entrata dentro col cuore e la Mente. Io non ho fratelli nè sorelle quindi non conosco il tipo di legame che può esserci. Ma sono sicura che sia un legame che non si scioglie, perciò ti dico che ha ragione tuo figlio, lui è lassù e va con la sua moto. Non puoi vederlo ma puoi sentirlo 💙

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