Lettera ad un figlio. Caro bimbo, ti scrivo…

Lettera ad un figlio: per imprimere l’istante fuggente.

Lettera ad un figlio – Quando hai un figlio elevi all’ennesima potenza ogni sensazione, ogni emozione e sentimento ad egli legato. Tutto è amplificato, tutto profondamente viscerale.

E ci sono notti in cui non puoi contenere quello che provi per lui. Così nascono quelle lettere che forse gli darai una volta diventato grande, forse pubblicherai in un blog o in un libro, forse dimenticherai in un cassetto. La mia “lettera ad un figlio” io l’ho pubblicata su un altro sito, ma oggi la porto “a casa”.

Lettera ad un figlio: Caro Dario, ti scrivo.

Vorrei ricordarmi tutto di te, ma so che la memoria mi tradirà, e che questi attimi, giorni, settimane e mesi vissuti con te sono preziosi proprio perché sfuggenti, che mi girerò e sarai già grande. Spesso ti annuso, illudendomi forse che più spesso lo faccio, e più la mia mente imprimerà il tuo profumo, ma già mentre lo scrivo mi sale il magone, perché so che tra qualche anno probabilmente non lo ricorderò neanche più, e questo sarà uno dei  quei ricordi che più mi dispiacerà di aver perso. Vorrei ricordare per sempre il suono dei tuoi primi pianti, che sono già cambiati. Alcuni li ho registrati, così come le tue prime risate. E foto, di quelle ne ho davvero tante, e conto già di procurarmi un hard disk tutto per te!

Ma c’è una cosa che non posso in alcun modo bloccare su nessun registratore, su nessuna fotocamera, su nessun cellulare: l’emozione. Le emozioni che sto provando non potrò mai mostrartele, ma potrò raccontartele, forse sbiadite, forse edulcorate e abbellite dalla nostalgia, purtroppo impoverite di quei dettagli che il tempo mi ruberà.
Voglio godermi ogni attimo di te e con te, ogni fase, ogni scoperta e crescita, ecco perché non voglio pormi limiti, e se non sarai ancora pronto non ti metterò a dormire in una cameretta a tre anni solo “perché si fa così”, non ti negherò un abbraccio mentre fai i capricci “perché altrimenti ti vizio”, non ti lascerò piangere “per insegnarti ad essere autonomo”.

Forse sbaglierò tutto e sto sbagliando tutto, e non so se ti sto facendo del bene o tutto il contrario. Però una cosa la so. Prendo ogni mia scelta spinta dall’amore per te e solo quello, a discapito forse di una casa perfettamente in ordine, a discapito di capelli curati, a discapito di un film davanti alla tv, ma non c’è alcun posto e alcuna situazione in cui vorrei trovarmi se non con te, con te come figlio, con me in quanto madre. Certo…quando urli appena ti poggio sul fasciatoio per cambiarti il pannolino e non c’è nulla che riesca a calmarti, o quando mi dai le manate sul cucchiaino pieno di pasta lasciandomi a bocca aperta e con cibo ovunque, o quando mi fai sobbalzare nel cuore della notte con i tuoi calcioni in pieno stomaco, un po’, francamente, ti ci manderei a quel paese!

Ma quando ti svegli al mattino e mi poggi una manina sul viso, quando riesci a prendere un giochino da terra tutto da solo e sollevi il tuo sguardo entusiasta e fiero verso di me, quando ti viene un po’ di sonno e vuoi che ti prenda, per abbandonarti dentro al mio abbraccio, poggiando la testa sulla mia spalla, dove ti sento sereno e a casa, ecco… Lì sento che qualcosa di buono la stiamo facendo, lì sento l’amore che fluisce tra due anime, lì sento l’infinito.

E non voglio precludermi nulla, voglio seguire il mio istinto e VIVERTI, perché sei ciò che di più bello mi sia mai capitato, perché essere madre è un beneficio, perché crescerai e le notti passate insieme sul lettone le rimpiangerò, così come il sentirti lentamente addormentare mentre sei in braccio a me, perché ad un certo punto non cercherai più la mamma ma vorrai cavartela da solo. Perché il tempo vola, e ci rimarranno solo i ricordi. Ed io voglio conservarne il maggior numero possibile, e voglio ricordi di qualità, voglio rivederti felice e sereno quando mi guarderò indietro, voglio un giorno non avere il rimpianto di non aver goduto al 100% del grande regalo che la vita mi ha riservato.
Ti prometto che mi lascerò sempre guidare dall’amore, bambino mio. Non dall’egoismo, non dalla paura del giudizio altrui, non dalla paura in generale. E non so se alla fine del nostro viaggio insieme penserai che non sono stata la migliore delle madri, ma sappi che sto facendo, e che farò, sempre del mio meglio per insegnarti l’amore, la fiducia negli altri ed in te stesso, per renderti un uomo senza catene, senza padroni, senza pregiudizi, con la mente aperta che ha fame di vita.

Grazie per avermi dato la possibilità di essere tua madre.

Loredana

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