Lettera al futuro, alla suocera che (spero) sarò nel 2054

Oggi è la giornata delle suocere. Per correre ai ripari, scrivo una lettera alla me stessa del futuro, alla suocera che, spero, sarò. Perché se sarò suocera, allora vorrà dire che mio figlio avrà trovato amore.

Ciao Loredana del 2054. Tuo figlio oggi ha 40 anni, e tu ne hai 66/67.

Non so ancora se hai avuto altri figli, ma concentriamoci su Dario, perché oggi, 23 ottobre 2016, tu di cocco ne hai solo uno.

Conoscendoti so che oggi non fai che richiamare alla mente i tuoi ricordi di questi giorni, quelli che io sto vivendo adesso, quelli in cui il tuo biondino riccioluto è un bambino che non ha occhi che per te, quelli in cui tutto quello che vuoi è renderlo felice. E beh, ti capisco… i momenti che più rendono nostalgica una donna forse sono proprio quelli legati ai propri figli ancora piccini.
Ma c’è un motivo per cui ti scrivo una lettera il 23 Ottobre 2016: è la giornata mondiale delle suocere, e con ogni probabilità tu oggi sei la suocera di qualcuno, perché mi auguro Dario abbia trovato l’amore, anzi, l’Amore, e spero non viva ancora a casa con te, per l’amor di Dio.

Avrà una compagna, o un compagno chissà, e magari anche dei figli. E allora voglio dirti qualcosa, voglio farti delle raccomandazioni.

Ti racconto un aneddoto avvenuto proprio ieri sera. Dario giocava con dei pupazzini, e me ne ha mostrato uno dicendomi che quella era la moglie di Capitan Uncino. Gli ho risposto “Ah sì? E invece dimmi, tua moglie chi è?” (e ti giuro che mi è sembrata così lontaaaana l’associazione “Dario / Moglie“! Ma, sempre perché ti conosco bene, so che stai pensando”Se, come no… col cavolo… 40 anni sono volati senza che neanche me ne accorgessi!“) e lui mi ha letteralmente fatta liquefare con una risposta di una dolcineria stravolgente “Nooo mamma, io non ho una moglie! Io ho una mamma!” Te lo ricordi? Bene.

Questo era 38 anni fa, quando tuo figlio aveva 2 anni e mezzo ed il pannolino sul culo, quando era ovvio che non ci fosse per lui donna più importante di te, quando avevi tutto il diritto, ed il dovere, di proteggerlo ed educarlo secondo i tuoi principi, quando pensavi lecitamente che nessuno si sarebbe presa cura di lui meglio di te, quando lo conoscevi meglio di chiunque altro al mondo, quando ti raccontava tutto ed era normale conoscere ogni virgola di lui, quando pensava che la pasta al formaggino più buona di quella di mamma non la fa nessuno, quando dicevi belle parole come “I figli non ci appartengono perché sono del mondo” ma in realtà pensavi, sentendoti anche un po’ egoista, che tuo figlio era TUO e finché potevi tenertelo stretto lo avresti fatto, che poi arrivava l’adolescenza e… ciao ciao mamma.

Ora, io non so che suocera tu sia diventata, ma spero con il cuore che tu faccia in modo di non comportarti con tuo figlio come se avesse ancora 2 anni.

Sii fiera del lavoro che hai fatto con lui se oggi la donna più importante della sua vita è la donna che ama, perché vuol dire che è così sicuro del tuo amore che non ha paura di amarne un’altra, e perché gli hai insegnato che amare è la cosa migliore che un essere umano possa fare.

Sii fiera del lavoro che hai fatto se non ha più bisogno della tua protezione, perché sa benissimo come cavarsela.

Sii fiera del lavoro che hai fatto se non segue più i tuoi principi, perché ha sviluppato capacità di analisi, ha costruito carattere e personalità propri e non è la copia di nessuno.

Sii fiera del lavoro che hai fatto se non ha più bisogno delle tue cure, perché non gli serve una balia visto che gli hai insegnato a cucinare, a fare il bucato, a tenere pulito l’ambiente in cui vive.

Sii fiera del lavoro che hai fatto se adesso non ti racconta tutto, perché gli hai insegnato la discrezione, gli hai insegnato a discernere, e sa che certe cose è meglio non raccontarle alla mamma, e sii fiera del lavoro che hai fatto se non sei più l’unica persona che lo conosce a fondo, perché vuol dire che gli hai insegnato a fidarsi degli altri e a DARSI agli altri.

Sii fiera del lavoro che hai fatto se un giorno a pranzo, riferendosi ai cannelloni che ha preparato la sua compagna, dice che sono i più buoni che abbia mai mangiato, perché vuol dire che sa che non c’è alcuna competizione tra te e tua nuora, e che di certo non ti offenderai e piuttosto sarai contenta nel vedere che sa apprezzare la sua donna.

Sii fiera del lavoro che hai fatto, e stavolta su te stessa, se oggi affermi senza pensare neanche per un momento di essere egoista, che tuo figlio sarà per sempre TUO figlio, ma che lo guarderei soddisfatta e felice mentre ama un’altra persona, e pregherai ogni giorno che quell’amore verso l’amore non lo abbandoni mai.

Se è così, brava Loredana del futuro . Credo tu possa ritenerti soddisfatta del lavoro che hai fatto: sei stata una brava mamma, e probabilmente sei una brava suocera.

Adesso, sempre conoscendoti, so che non riesci più neanche a leggere perché stai piangendo, e che sei ancora ferma a “…io non ho una moglie, io ho una mamma!

Adesso scusami ma devo proprio andare. Ho un bimbo che mi attende per fare colazione. E grazie al cielo mancano ancora moooolti anni prima che possa anche solo concepire l’idea di diventare una suocera!

Loredana Amodeo

Ah, ma la tua lettera alla mia futura nuora non gliel’hai fatta leggere, vero?

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3 thoughts on “Lettera al futuro, alla suocera che (spero) sarò nel 2054

  1. Bellissimo ed emozionante, questo post. Io ancora non ho pensato a che suocera sarò, ma forse sarò un po’ agevolata perché ho una figlia femmina! 😉

    1. La suocera dell’uomo non è odiata quanto la suocera della donna ?
      Ma alla fine una mamma che ama i propri figli sarà una brava suocera a prescindere dal sesso del proprio bambino ☺?

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