L’importanza di concedere e concederSI una seconda possibilità

Oggi, 17 ottobre, è il Mulligan Day, ovvero la giornata mondiale delle seconde possibilità.

Venne istituita quando nel 1920 un golfista canadese di nome David Mulligan commise un errore di grossa importanza ma non si diede comunque per vinto e continuò la partita, recuperando e conquistando la vittoria.

Quindi da allora il termine americano “Call a Mulligan” è inteso come chiedere una seconda possibilità.

Infatti, se l’essere umano è più o meno predisposto a dare agli altri una seconda possibilità, con se stesso tende ad essere molto poco indulgente.

Siamo troppo autocritici, e se qualcosa non va come ci eravamo prefissati o come speravamo, allora ci sentiamo degli inetti, e scavalchiamo il confine che separa la critica costruttiva dal giudizio auto distruttivo scivolando su pensieri del tipo “Non sono buono a nulla”.

Ma perché fossilizzarci sul pensiero che o è buona la prima o niente?

In fondo potrebbero esserci mille motivi che esulano dalla nostra competenza se non è andata come pensavamo. E se anche fosse colpa nostra, preso atto di questo, dovremmo fare di questa consapevolezza una marcia in più per ritentare, avendo compreso in cosa avremmo potuto fare meglio.

Ma no, preferiamo restare ancorati alla nostra zona di confort, alimentando le nostre paure con il remore del passato, dei nostri insuccessi precedenti, di quella volta in cui avevamo dato tutto ma non è valso a nulla.

Invece meritiamo quella seconda chance, meritiamo di credere ancora nell’amicizia, nell’amore, nella buona fede degli altri.

Meritiamo di tentare ancora. Meritiamo di rifare quel concorso o di tentare quella telefonata, meritiamo di perdonare chi ci ha fatto del male, meritiamo di inseguire ancora un po’ i nostri sogni. Meritiamo di rimetterci in gioco, meritiamo di credere ancora per un po’ che se quella cosa fantastica è accaduta una volta ma poi è andata male, potrà accadere di nuovo, e che non andrà di nuovo male.

E allora impostiamo di nuovo la nostra mente sulle frequenze del “vedo positivo” e forse sapremo riconoscere gli inviti all’azione che potrebbero palesarsi nella nostra vita, ed il coraggio a buttarci non tarderà ad arrivare.

E… se oggi hai qualche seconda chance in sospeso da concedere, approfittane! Una mente sgombera dalla negatività e ricettiva ai segnali esterni credo la si possa raggiungere solo se lasciamo andare rancori, arrabbiature e senso di vendetta. La nostra psiche ne trarrà di certo vantaggio.

Buone seconde chance a tutti,

Loredana

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