Scopri se ami davvero il tuo lavoro e come, eventualmente, fartelo piacere!

Ti ritrovi frequentemente a pensare “odio il mio lavoro”?

Se sei un tipo da “odio il mio lavoro”, continua a leggere…

Ogni primo lunedì di Novembre, in alcuni stati ma non in Italia (fino ad ora), è il Job Action Day.

Il Job Action Day, sostanzialmente, vuole spronare la gente a compiere azioni determinanti per lo sviluppo del proprio lavoro, che sia l’impegnarsi a cercarlo e trovarlo, che sia migliorarlo, o anche cambiarlo. Un po’ quello che dovrebbe essere il nostro primo maggio.

Certo, l’Italia in questo momento non è molto fertile in tal senso: la nostra generazione è stata definita Choosy, e le parole di Steve Jobs appaiono ora più che mai un’utopia. Il fondatore di Apple infatti diceva che “L’unico modo per fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare“, ma il problema di molte persone oggi sta nel trovare un qualsiasi lavoro per arrivare a fine mese, figuriamoci la ricerca del lavoro dei sogni.

Dopo anni di studio e sacrifici, infatti, molti ragazzi si ritrovano a ricoprire posizioni non affini alle specifiche competenze acquisite, con conseguenti frustrazioni ed insoddisfazioni. Perché prendono quello che passa il convento, sperando nel frattempo di trovare di meglio. E almeno la metà si sveglia pensando “odio il mio lavoro!“.

Ma come capire se siamo tipi da “odio il mio lavoro” o “amo il mio lavoro”?

Amber Rae, fondatrice e CEO di The Academy Bold, ha stilato un elenco di 8 punti che sono il segnale di un lavoro che ci fa sentire appagati. Sei felice del tuo lavoro se:

  1. Non vedi il tuo impegno come un dovere
  2. Percepisci il lavoro come se non fosse tale
  3. Ti lasci trasportare
  4. I valori del tuo lavoro corrispondono a quelli della tua vita
  5. Ti lascia il tempo per vivere la tua vita privata
  6. Le persone che contano si complimentano con te
  7. Vai a letto stanco ma sei già carico per il giorno dopo
  8. Sei disposto a soffrire per il lavoro

Se rispondi di sì ad almeno 5 domande su 8, beh… complimenti. Hai realizzato il sogno americano. Ma aggiungo un punto 9: il lavoro dei sogni è quello che faresti anche gratis: c’è qualcosa che faresti anche senza essere remunerato?

E cosa fare se invece non ti piace il lavoro che svolgi?

Magari non ti trovi bene con i colleghi, oppure desideravi fare tutt’altro o, pur trovandoti nell’azienda giusta, sei costretto ad ingoiare bocconi amari. Beh, credo che la cosa più saggia da fare sia comunque tenersi stretto il lavoro che si ha, che in questo clima di disfattismo generale sarebbe davvero un sacrilegio rinunciarvi o non onorare la possibilità di lavorare, ma cambiare atteggiamento per farselo piacere è indispensabile, pur non perdendo mai di vista i propri sogni e continuando in sordina a combattere per realizzarli. E allora l’attesa del lavoro dei desideri sarà solo un periodo di transizione sereno.

Ecco allora 10 consigli per sopravvivere ad un lavoro che non è quello che sogniamo:

  1. Cerca di avere una visione positiva e di guardare avanti in maniera propositiva, il che vuol dire che non devi smettere di continuare a guardarti intorno, di inviare curriculum oppure di attendere fiducioso un miglioramento.
  2. Concediti dei break e cerca di non portare il tuo fisico e la tua mente a livelli troppo alti di stress e stanchezza: un caffè, una telefonata piacevole o uno spuntino ti daranno la carica per continuare a lavorare.
  3. Separa il lavoro dalla vita privata, e fai in modo da lasciare insoddisfazione e nervosismo in ufficio. Non sei ciò che fai!
  4. Mantieni il controllo sulle tue emozioni ed evita di sbottare e di arrabbiarti facendo scenate: aumenteresti probabilmente solo il disagio e la tensione, senza risolvere nulla. Invece quando sei lì lì per scoppiare allontanati un attimo e richiama all’attenti il tuo self control. Certo, non sottostare a ciò che proprio non ti sta bene e non farti mettere i piedi in testa, ma opponiti con savoir faire.
  5. Non reprimere la tua frustrazione e sfogala, ma attenzione ai social: niente frecciatine su Facebook! Parla con amici fidati o, meglio ancora, scrivi! Sarò di parte ma la scrittura può essere davvero terapeutica. Leggi anche “Come capire se si è stressati e come affrontare lo stress emotivo?
  6. Fai dell’ironia il tuo scudo e trova tra i tuoi colleghi un alleato con cui sdrammatizzare su ciò che non va, evitando di piangervi addosso e allontanando da te i colleghi negativi (anzi, se ne hai, impara a gestirli e a “schermarti” leggendo l’articolo: Gestire i rapporti con colleghi negativi: scontrosi, invidiosi, impossibili!)
  7. Fa’ in modo di sentirti comunque soddisfatto del tuo lavoro: con i soldi guadagnati concediti ogni tanto dei piccoli sfizi, degli svaghi, oppure metti da parte i soldi per un viaggio.
  8. Porta la bellezza sul luogo di lavoro e circondati di cose che ti piacciono: che siano oggetti carini sulla scrivania, che sia un olio profumato da portare con te, un’agenda colorata.
  9. Impegnarti nei tuoi compiti e nelle tue mansioni ti aiuterà a tenere la mente occupata e ad evitarti di rimuginare su quanto non ti piaccia il tuo lavoro! E poi la sensazione di soddisfazione che deriva dall’aver terminato in anticipo è già un toccasana.
  10. Una volta lasciata la sede di lavoro, dimentica quanto è stato pesante, e soprattutto non pensare a quanto lo sarà anche domani. Passa il tuo tempo libero a fare ciò che ti piace e circondati delle persone che ami, e fai in modo che sia del tempo di qualità.

E se il lavoro non ce l’hai? Come trovare lavoro?

Beh, domani può essere la giornata giusta: invia il tuo curriculum a delle aziende dove ti piacerebbe lavorare, iscriviti ai siti di offerta/ricerca di lavoro, fai qualche telefonata, oppure investi sulle tue passioni e stila un piano d’azione per cercare di farne un lavoro come ho fatto io (ve l’ho raccontato l’anno scorso su “Reinventarsi una vita ed un lavoro, e riscoprire sé stessi“). E poi ti raccomando la lettura di questo articolo: “5 azioni per fare la differenza nella propria vita(+ esercizio)

E mi raccomando, niente scuse!

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4 thoughts on “Scopri se ami davvero il tuo lavoro e come, eventualmente, fartelo piacere!

  1. Se davvero sai trasformare una passione in lavoro, hai fatto bingo. Ma se provi e fatichi, e continui a raccogliere più fatiche che risultati, diventa difficile, perché allora la sola vera valvola di sfogo che avevi (la tua passione madre), è proprio quella che ti sta facendo penare. E proprio quando hai più bisogno di rifugiartici… non sai più se ancora la ami.

    1. Hai perfettamente ragione. Fino al 2011 modellavo le paste sintetiche. Adoravo fare quello che facevo, finché le richieste su commissione non diventarono sempre più numerose, togliendomi tempo per poter realizzare creazioni “libere”. Alla fine ho smesso, non avevo più alcuna passione: odiavo sedermi lì e creare qualcosa che era nella mente di qualcun altro e non nella mia, per di più che le ore di lavoro poi non mi venivano pagate a sufficienza perché il mercato di Fimo&Co. a quei tempi era davvero competitivo.
      Anche oggi realizzo su commissione, stavolta confeziono testi e scarabocchi, e soprattutto adoro la seconda forse proprio perché vengo pagata per quanto è giusto. Non è che sia solo questione di denaro, ma non sentirsi svalutati fa la differenza nel lavoro.
      Io comunque al posto tuo non mi arrenderei. Tu semmai devi evolverti e passare al livello successivo. Io un tuo libro lo leggerei eccome, ad esempio…

      1. Posso risponderti con un bacio? Visto che hai capito tutto, e al volo… 🙂 ps: perché tu legga un mio libro, però, bisognerebbe sempre che qualcuno lo pubblichi. pps: certo, si può autopubblicare, ma mi sembra che tutta la mia vita, ultimamente, sia promuovermi. Scrivere rimane un appunto a margine. Grazie carissima. :*

        1. Accipicchia! Non sai quanto mi ha scossa la frase “mi sembra che tutta la mia vita, ultimamente, sia promuovermi”. Anche a me. E per me che sono una timida inverosimile è stato spesso uno sforzo immane. Però ti dico che tu lo fai in maniera molto elegante, leggera, educata. Quindi, continua! Che più che promuoverti, secondo me, permetti alla gente di conoscerti.
          Io metto in tasca il tuo bacio e ti lancio il mio. :*

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