Perché leggere? Perché è così importante? Ce lo dice una vera Ladra di Libri

Oggi è la Giornata Mondiale del Libro. Una vera Ladra di Libri risponderà alla più banale ma non scontata delle domande: perché leggere? Perché è importante

>ià, perché leggere? Perché si continua a promuovere la lettura? Leggiamo di continuo, con l’avvento degli smartphone siamo perennemente bombardati da informazioni (ahimè, non sempre corrette) e anche chi non si era mai avvicinato ad un giornale oggi legge le notizie sui blog d’informazione, chi non aveva mai sfogliato un romanzo oggi legge i racconti. È poco, certo, ma è pur sempre qualcosa. Per rispondere alla domanda alquanto banale ma dalle risposte non scontate e, soprattutto, non univoche, ho intervistato una vera Ladra di Libri.

Dietro ci sta Mariana Marenghi, esperta di comunicazione e marketing che ha rinunciato ad una carriera brillante che l’avrebbe vista sempre più lontana dalla sua famiglia. Ha rinunciato a qualcosa che le avrebbe tolto il tempo, a discapito dei valori che per lei contano, e ha deciso di dedicarsi alla sua più grande passione che è quella dei libri. Mariana è una donna multitasking e mamma di 2 bimbi piccoli che conosco da oltre 3 anni e con la quale collaboro mensilmente con le mie illustrazioni, una donna che sa reinventarsi, una donna che sa plasmarsi in base all’evolversi della sua vita.

Sul suo blog, interattivo e creativo, pubblica le recensioni dei suoi “furti”, non solo tramite la scrittura ma anche attraverso dei podcast “ladreschi” che vi consiglio di ascoltare: la voce di Mariana merita! Inoltre la sua è una libreria virtuale dove potrete acquistare i libri che recensisce e non solo.

Ma non voglio sproloquiare ancora com’è mio solito e vi lascio alle domande!

1) Mariana, perché leggere? Perché credi che il mondo ne abbia bisogno?

Cara Loredana, a questa domanda non posso che risponderti con il motto che la Ladra, da qualche tempo a questa parte, sostiene e cerca di diffondere il più possibile: il mondo ha bisogno di leggere perché leggere rende liberi. Frase vecchia e molto abusata, frase che rimanda a Camus, Bacone e a molti altri autorevoli autori. Ce lo ricordava anche il buon Rodari, uno dei miei scrittori preferiti, quando diceva che avrebbe voluto che tutti leggessero, non per diventare poeti o scrittori, ma per non essere più schiavi. 

Certo, è una frase per volti versi retorica, che ci fa sorridere e ci fa pensare ad un bel “sì va beh”, perché meccanicamente, tecnicamente, non è che proprio il “leggere” abbia mai creato la libertà. Al più, ha generato ribellioni, insurrezioni, grandi falò davanti alle biblioteche, decapitazioni e via discorrendo. Insomma, a vederla tutta, ha creato più danni che altro. 

Per secoli a donne e schiavi fu proibito di imparare a leggere e scrivere e nel 1981 Pinochet, in Cile, aveva  proibito il Don Quijote perchè si pensava contenesse un “apologia di libertà”. Già… mentre noi scherziamo sulle lotte contro i mulini a vento, le dittature lo vietano.

Ecco Loredana, penso proprio che il potere della lettura sia in quest’ultimo dettaglio. La sua forza e la sua potenza è nel renderci consapevoli di quanto ci circonda, è nel darci gli strumenti per imparare a giudicare e a formulare un’opinione personale libera e indipendente. Non tutti sono in grado di vedere le pagine di un libro nella loro interezza. Molti vedono solo la storia di un “matto” che si mette a sbraitare contro un mulino a vento e ad inseguire un amore sognato. Però, tra questi molti, ci saranno sempre altrettanti “molti” che dietro i vaneggiamenti di un povero cavaliere vedranno la ricerca disperata e la rivendicazione della libertà. E lo scopo, di un buon libro, è fare questi “molti” diventino, ogni giorno, sempre più numerosi.

2)Raccontaci de “La ladra di Libri”: come ti è venuta l’idea?

La Ladra è sempre esistita, nel senso che questo progetto editoriale dormiva sopito in uno dei mie mille cassetti dei desideri. C’è voluta una seconda gravidanza, la mia insonnia proverbiale, la stanchezza per un lavoro – quello vero, che faccio tutti i giorni nella mia piccola agenzia – con il quale non mi sento più tanto in sintonia, il mio insano bisogno di scrivere – qualsiasi cosa – e la mia libreria di casa straripante di libri che non so più dove mettere. Tutti questi fattori hanno scatenato la Ladra che c’era in me. Più semplicemente, dopo anni passati a “comunicare” le vite degli altri (conta che Su Due Piedi, la mia realtà, è in piedi dal 2009), ho pensato fosse arrivato il momento di comunicare il mio piccolo sogno nel cassetto, ovvero quello di aprire una libreria tutta mia. Per ora mi sto attrezzando per aprirla on line, e il blog sarà uno degli strumenti editoriali del book shop… e in futuro… si vedrà!

3) Come trovi il tempo per leggere?

In parte ti ho già risposto e, ahimè, è un segreto che posso condividere con pochi. Dormo molto poco, cara Loredana, e non lo dico “tanto per dire”. Sin dall’adolescenza, non sono mai riuscita a dormire più di quattro ore a notte. Se apro gli occhi, posso dire addio a Morfeo e a tutti i sogni d’oro del mondo. E questo mi obbliga a…inventarmi qualcosa per occupare tutto questo “tempo libero”. Alle volte scrivo, alle volte cucino, alle volte faccio tutte quelle cose che fanno le mamme per mandare avanti una casa ed una famiglia con due Ninja piccoli e pestiferi e, molto più spesso di tutto quello che ti ho elencato sopra, leggo :-D.

4) Mariana, tu che sai cosa voglia dire reinventarsi, cosa vuoi dire alle lettrici con tanti sogni nel cassetto ma con poco coraggio per tuffarsi alla ricerca della propria strada lavorativa? 

Non sono una gran dispensatrice di consigli, però posso dirti qualcosa che ho imparato un po’ a mie spese. Ognuno di noi è già quello che vorrebbe essere e si trova esattamente dove dovrebbe trovarsi. Solo che non lo sappiamo. Così spendiamo parte delle nostre esistenze a raccontarci frottole e ad inventarci scuse, per paura di essere semplicemente noi stessi. Il perché noi sia abbia paura… beh, non te lo saprei dire. Nel mio caso, ho passato una buona parte della mia vita a cercare appoggio negli altri – sia nella vita, sia nel lavoro – perché avevo la certezza che da sola non sarei mai riuscita. Un po’ perché non avevo ancora ben capito cosa realmente volessi, un po’ perché sono stramaledettamene insicura. L’esito di questo atteggiamento era sempre lo stesso: che il lavoro sporco lo dovevo fare io, mentre gli altri lo usavano a loro piacimento.

Insomma…come i serial killer, faccio sempre lo stesso errore. Ed uso il presente, anche se questa cosa l’ho capita, perché nel tranello si può ricadere sempre. L’importante è rendersene conto per tempo e correre ai ripari, essere franche con se stesse e ammettere le proprie debolezze ed incapacità. E qui mi fermo, altrimenti ti riempio il blog con le mie paranoie 🙂 Così oggi prendo spunto da un motto che avevo scritto su un post-it e appeso accanto alla mia scrivania di liceale. Lo aveva scritto un “certo” Vittorio Alfieri e recitava, più o meno così: “volli, e volli sempre, e fortissimamente volli“.

Possiamo fare tutto quello che vogliamo se non abbiamo paura di impegnare tutte noi stesse, non ci facciamo scoraggiare dalle prime avversità e dai fallimenti. La storia che se ti butti nel vuoto non sai dove puoi cadere è una bufala! Se ti butti nel vuoto, potresti anche atterrare sui tuoi sogni.

Non aggiungo una sola virgola. Grazie Mariana!

Buona giornata mondiale del libro!

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