Scrittori scomodi: “Day of Imprisoned Writer” per denunciare la repressione

Il 15 Novembre di ogni anno è il “Day of Imprisoned Writer”,

che mira a riconoscere e dare supporto a tutti gli scrittori che combattono contro la repressione della libertà di espressione e agli attacchi volti a minacciare, se non a bloccare, il loro diritto di comunicare informazioni.

Il primo”Day of Imprisoned Writer” è stato istituito nel 1981 dall’associazione mondiale degli scrittori “PEN International’s Writers” con lo scopo di aumentare la consapevolezza e l’attenzione verso questa forma subdola di repressione, perché questi scrittori prigionieri lo sono davvero.

Gli “scrittori imprigionati” sono tutti quegli scrittori scomodi, provenienti da ogni parte del mondo, che vengono presi di mira da governi o altre entità di potere che si sentono minacciati da quello che gli scrittori hanno scritto. Un vero e proprio imbavagliamento, una forma di violenza, una situazione che è all’opposto del progresso.

 

Basti pensare alla scrittrice turca Asli Erdogan, che presto sapremo se verrà condannata all’ergastolo insieme alla linguista Necmiye Alpay e ad altri sette giornalisti ed editori del quotidiano filo curdo “Ozgur Gundem“, che viene considerato da Ankara la voce della propaganda del partito curdo dei lavoratori (Pkk). Asli è in carcere dal 20 agosto con l’accusa di far parte del Pkk, e di avere utilizzato il quotidiano a fini sovversivi, pubblicando immagini e interviste ai terroristi, ponendo in essere propaganda a favore del terrorismo curdo con l’obiettivo di minare l’integrità e l’ordine economico, giuridico e sociale del Paese. Ma di storie così ne potremmo raccontare un’infinità.

E non credete che queste privazioni avvengano solo nei paesi sottosviluppati: anche il nostro concittadino Roberto Saviano è in qualche modo un prigioniero, costretto a nascondersi, a vivere guardandosi intorno, a vivere con la scorta. Solo perché ha smascherato certe verità scomode, facendo così una lotta attiva alla camorra che probabilmente oggi vorrebbe vederlo morto.

Gli scrittori imprigionati nel 2016

  • Ahmed Naji, scrittore e giornalista (Egitto)
  • Asli Erdoğan, scrittrice (Turchia)
  • Cesario Alejandro Félix Padilla Figueroa, leader studentesco (Honduras)
  • Dareen Tatour, poeta (Israele)
  • Gui Minhai, editore (Cina)

Ma, se questo non basta ad indignare l’opinione pubblica, aggiungo che ogni anno si contano decine di scrittori provenienti da tutto il mondo che vengono uccisi, e non solo imprigionati, in circostanze che sembrano essere correlate alla professione di scrittori, al loro raccontare scomodo.

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