Secondo figlio: potrò amarlo quanto il primo?

Mi chiedevo sempre se avrei mai potuto amare un secondo figlio come amo il mio primogenito.

Lui è stato tutte le mie prime volte, lui mi ha resa madre, lui mi ha mostrato cos’è l’Amore, quello vero, incondizionato, puro, senza se e senza ma.

Lui mi ha mostrato cos’è davvero mettere un’altra persona davanti a me stessa, lui ha reso il mio cuore per sempre vulnerabile, lui è il mio tallone d’Achille, quel punto che sanguina violentemente se qualcuno lo sfiora, se qualcuno lo minaccia.

Leggi “Lettera a mio figlio: caro bimbo, ti scrivo…

Lui è stata la prima persona a cui ho dato la vita, il primo gemito che ha scosso la mia anima, quella persona che mi ha messo in contatto con la mia parte più femmina, con il mio essere animale. Lui è stata la prima volta che ho sentito l’appartenenza a qualcuno e di qualcuno. Perché io sono sua e lui è mio, e al diavolo le frasi fighe della serie “Io sono di me stessa” e “Mio figlio è del mondo“. Non mi interessa di fare bella figura, di dire qualcosa di poco emancipato, perché sì, io apparterrò sempre a mio figlio in quanto carne della mia carne, e lui apparterrà sempre a me in quanto madre.

Amerò il mio secondo figlio quanto amo il primo?

Un amore così totalizzante che ad un certo punto ti chiedi se potrai mai amare come ami lui. E ciò che ti toglie ogni dubbio è solo l’evidenza, il sentimento che incalza appena ti trovi in mezzo agli eventi, quando una piccola nuova vita inizia a prendere spazio in te. Una vita attesa e desiderata ardentemente.

Sarà che Flavio arriva dopo eventi molto dolorosi, sarà che la paura di perderlo è stata tangibile, sarà stato il timore che potesse non godere della stessa salute di suo fratello, ma io questo bambino non ancora nato lo amo con la stessa prepotenza, con la stessa intensità. E le prime volte legate a lui non mi hanno emozionato meno delle prime volte legate a Dario, e le lacrime che pungono i miei occhi quando lo penso non sono meno improrogabili di quelle di quando osservo il mio Dario crescere.

Le prime beta in salita, la prima volta che ho visto la vita in lui pulsare veloce e fragile, la prima volta che ho sentito dirmi che andava tutto bene. Le prime paure, le prime minacce. Il primo accenno di pancia e, recentemente, i primi calcetti. La scelta del nome, il sapere che era un altro maschietto, il percepire un’anima gentile e nobile, delicata ed elegante.

E se penso a quando lo incontrerò per la prima volta non posso non arrendermi ancora una volta all’amore e asciugarmi il viso. Sapendo già cosa mi aspetta, semmai, mi sento ancora più emozionata. Un altro gemito, un altro esserino al quale appartenere e del quale innamorarmi perdutamente. E insieme a lui vedere arrivare il riscatto, vedere rinascere vita e non morte. Un bambino arcobaleno conduce con sé anche un po’ dei fratellini mai nati.

Non ho dubbi: si può amare ancora e ancora. Fossero pure cento figli. Nulla toglie amore ai precedenti, nulla toglie amore ai successivi.

Leggi “

Ringrazio Dio per avermi concesso ancora una volta il privilegio di essere madre, perché io sono già madre anche di Flavio, sebbene non sia ancora nato. Perché si è madri al di là della vita stessa, che sia prima o che sia dopo.

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